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Somma Vesuviana, affonda il Partito democratico in un clima da tutti contro tutti

martedì 29 settembre 2009


Somma Vesuviana. Affonda la sconquassata barca democratica di Somma Vesuviana. La scelta dei delegati, che dovrebbero rappresentare la volontà della locale sezione nella scelta del segretario nazionale in un complesso sistema elettorale all’americana, ha acuito le aspre lotte intestine al Pd sommese. Per taluni è il risultato della costruzione di un partito in una forma (per la sostanza ci riserviamo altri spazi) più o meno democratica e non dal predellino di un’auto. Per altri invece è sete di potere dell’una(corrente) sull’altra. In realtà sembra di trovarsi di fronte ad un ammutinamento generale nei confronti delle più elementari regole del dialogo. E così la semplice elezione di 16 delegati, che per numero avrebbe potuto accontentare tutti, si è trasformato nel solito PD bloodshow. Primo colpo di scena. Lo zoccolo duro del partito, l’ex area Ds, non ha partecipato ai lavori. Motivo? “Rifiuto del concetto di spartizione delle liste che fanno capo a dei “capibastone”(termine in auge tra gli iscritti sommesi)”. Il tutto sciorinato in un documento accompagnato dalle firme di ben 110 iscritti. Non solo. Un eminente voce interna ha fatto sapere che “Alle liste si doveva giungere dopo un accurato dibattito politico nel quale, magari, si poteva trovare anche una convergenza comune”. Non è finita però perché in questo tutti contro tutti non poteva mancare lo scandaluccio. Così si scopre, stando a quanto riferito da una fonte interna al Pd,che Antonio Amato, questore economico della Federazione provinciale dei democratici (un funzionario che dovrebbe garantire tutti, ma proprio tutti, a prescindere dalle sue intenzioni di voto), avrebbe invitato gli iscritti della sezione sommese a votare la lista Polis, capeggiata dal consigliere Nello Tuorto e sostenitrice di Dario Franceschini, rompendo difatti il cavalleresco atteggiamento che vorrebbe i funzionari di partito superpartes o quantomeno non coinvolti in prima linea. A non votare alcuna lista è stato anche l’ex consigliere Crescenzo De Falco. Per la cronaca la lista che appoggia l’ex ministro Bersani (l’unica, secondo alcuni, a confrontarsi internamente in un vero dibattito politico), che vedeva in campo Antonio Mocerino coalizzato con Franco Coppola, ha ottenuto da sola 8 delegati. Polis e la lista “I territori per Franceschini” hanno ottenuto anche esse 8 delegati. Con più voti però. Si perché dallo spoglio delle schede risulterebbero 249 preferenze all’attuale segretario nazionale del Pd e 246 per l’ex ministro del governo Prodi. In mezzo Marini che avrebbe ottenuto 2 solitarie preferenze.

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