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S.Anastasia. Due consiglieri comunali abbandonano la maggioranza, già debole, e attaccano duramente il sindaco

Manfellotti (Pdl): “L’esperienza Pone è finita, deve andare a casa”

martedì 29 settembre 2009, di Gabriella Bellini


Sant’Anastasia. Nel giorno in cui il Papa dice che in Italia c’è bisogno di politici “credenti e credibili”. La credibilità della politica anastasiana ha avuto un bel contraccolpo. Una seduta del consiglio comunale, dove il sindaco Carmine Pone non ha potuto fare altro che constatare il fatto di aver perso il sostegno dello stesso partito che l’ha candidato. “Ritiriamo la fiducia all’Amministrazione”, ha esordito il capogruppo del Pdl, Salvatore Manfellotti, “in modo irrevocabile. Non voglio entrare nei dettagli della nostra scelta, che ormai sono noti. Da oggi non appoggeremo più nessun atto di questo esecutivo”. Ne è seguita una sospensione del consiglio. La minoranza, con il sostegno dei consiglieri della Pdl Manfellotti e Antonio Marciano, hanno deciso di astenersi su tutti i punti all’ordine del giorno (delibere di ordinaria amministrazione). Delibere su cui la giunta di centrodestra ha incassato i voti favorevoli dei consiglieri Vittorio Piccolo, Alfonso Gifuni, Vincenzo Ceriello, Pasquale Allocca (Pdl), Carmen Esposito e Geremia Esposito (Mpa), e dello stesso sindaco. “Non potevamo votare quegli atti”, ha continuato Manfellotti, “se non sono capaci neanche di garantire l’ordinaria amministrazione devono andare a casa, loro fanno soltanto l’ordinario e adesso non riescono neanche ad ottenere consenso su quello. Pone ha perso il sostegno dello stesso partito che l’ha candidato, deve prendere atto di ciò che è successo e che è incapace di governare. Qualsiasi altra soluzione venisse adottata in questo momento sarebbe soltanto un’alternativa malsana per la città. Un’accozzaglia di consiglieri che voterebbero in maniera favorevole soltanto tenuti insieme dalla voglia di potere”. Tra pochi giorni nell’assemblea consiliare dovrebbe essere approvato il Bilancio, ma non si esclude che a questa seduta l’esecutivo di centrodestra non ci arrivi affatto. I consiglieri comunali, infatti, stanno meditando la possibilità di dimettersi in blocco. Bastano undici firme per porre fine, prematuramente, alla giunta Pone. Una conferma che arriva dal maggiore partito di opposizione. “Stamane (ieri per chi legge, ndr) abbiamo assistito ad un atto politico importante”, spiega il segretario del Pd, Rosaria Esposito, “L’astensione da parte della maggioranza e di tutta l’opposizione è infatti solo il preludio di ciò che accadrà di qui a pochi giorni . I consiglieri, infatti nel corso di questa settimana, presenteranno le loro dimissioni dinanzi ad notaio, convinti che questa deleteria ed inefficiente amministrazione non possa e non debba continuare la sua esperienza. Un atto dovuto nei confronti dei cittadini delusi e ormai stanchi e stomacati dal susseguirsi di spiacevoli avvenimenti che ritardano o addirittura bloccano l’ordinaria e, figurarsi, la straordinaria amministrazione. Questa è la volontà del Partito democratico, questa è il dovere di un’opposizione capace. Il Pd, promotore di tale atto, provvederà a far sì che l’epilogo dell’amministrazione di centrodestra, sfaldata e poco efficiente sia attuato nei tempi più ristretti possibili”.

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