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Futuro sposo passa la notte con le squillo e finge un rapimento

mercoledì 7 ottobre 2009, di Gabriella Bellini


Nola. Non aveva il coraggio di raccontare alla futura moglie e ai suoi genitori di aver speso 220 euro con delle prostitute e pur di evitare la reazione dei suoi cari ha deciso di inventarsi di essere stato rapito e rapinato. E’ accaduto ad un fantasioso trentenne nolano, che il 1 ottobre ha pensato bene di “sparire” dalla sua città dalle 18 fino alla mattina dopo intorno alle 6. Una notte brava in cui si è dedicato al sesso a pagamento a Napoli. Ma mentre lui si divertita i suoi genitori erano preoccupati, tanto che intorno alle 4 del mattino si sono presentati ai carabinieri della stazione di Quindici (Avellino) per denunciare la scomparsa del giovane. A quel punto sono cominciate le ricerche e due ore dopo, quando il ragazzo è tornato a casa, ha raccontato di essere stato avvicinato nel pomeriggio del 1 ottobre, appunto, da due uomini in sella ad una motocicletta che armati di pistola lo avrebbero costretto a farsi accompagnare a Napoli. Secondo il racconto del 30enne, uno dei due balordi si era messo in auto con lui, erano arrivati nel capoluogo campano e qui lo avrebbero forzato, sotto la minaccia dell’arma, a fare diversi prelievi al bancomat per poi abbandonarlo ai Campi Flegrei portandosi via l’autovettura. Il giovane quindi avrebbe preso un taxi e poi la denuncia ai carabinieri della Compagnia di Nola, guidata dal capitano Andrea Massari. Ma molti particolari non coincidevano, e i dubbi su quanto raccontato dal ragazzo, prossimo alle nozze, erano troppi. Così in poco tempo i militari hanno fatto crollare il castello di bugie che si era creato per “salvarsi” dalla furia della fidanzata tradita. Innanzitutto nel posto in cui dice di essere stato rapito vi sono diverse telecamere e nelle immagini registrate il ragazzo non appare nè quel giorno, né in quelli precedenti. L’auto “rubata” è stata ritrovata nei pressi dello svincolo autostradale di Nola, chiusa. Quando il giovane è stato convocato nuovamente dagli uomini del capitano Massari aveva ancora con sé in tasca entrambi i doppioni delle chiavi di accensione della sua vettura, e i prelievi che diceva di aver effettuato in più bancomat di Napoli non risultavano affatto. Da qui per lui la denuncia per il procurato allarme considerato anche che ha attivato le forze dell’ordine di due Compagnie, quelle di Nola e di Avellino. Alla fine il giovane è crollato ed ha confessato come aveva speso quei 220 euro, e che si era inventato tutto perché non sapeva come rientrare a casa dopo una notte “senza controllo”.

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