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Giovanni D’Ambrosio fuori dal consiglio comunale. Lo ha deciso il Prefetto Pansa

giovedì 8 ottobre 2009, di Serena Ruta


Ottaviano: Ebbene si questa volta non è uno scherzo e nemmeno una delle tante voci di corridoio, al contrario verità assoluta ed indissolubile, sopratutto se a testimoniare il tutto c’è un documento con tanto di firma del Prefetto Pansa. Una clamorosa notizia che abbiamo appena avuto e che in anteprima ASSOLUTA vi regaliamo. Assoluta si cari lettori dato che sono appena le 0.20 e uno scoop cosi non poteva aspettare.
Festa nella maggioranza, tristezza nella minoranza. Coriandoli e trombette nella casa municipale, mortificati e silenziosi nella frazione di San Gennarello.
Questo lo scenario, questa l’atmosfera nella cittadina ottavianese dopo la notizia che ha scosso il piccolo governo locale. Tutto ha preso il via nel pomeriggio quando al secondo piano della casa municipale è stato notificato un atto "è una cosa importante" avrà esclamato il dipendente comunale appena ha visto il timbro posto sulla comunicazione in questione.
La firma è quella del sommo rappresentante e garante della legalità, il prefetto di Napoli Alessandro Pansa. Al primo impatto il documento non contiene più di dieci righe. Poche ma buone ci verrebbe da esclamare. Pochi secondi per leggere e via al colpo di scena.
Il consigliere Giovanni D’Ambrosio fuori dal consiglio comunale. Ebbene si dopo tante dicerie, dopo tante polemiche finalmente un punto a questa lunga storia infinita.
“Vista la sentenza numero 5110/04 che condanna lo stesso Giovanni D’Ambrosio – si legge nella nota - alla pena di 3 anni e 6 mesi di reclusione nonché alla pena accessoria della interdizione perpetua dai pubblici uffici dispone la sospensione di Giovanni D’Ambrosio dalla carica di consigliere comunale”.
Semplicemente fuori dai giochi politici. In meno di un istante, un documento ha cancellato la figura di Giovanni D’Ambrosio dalla storia della politica ottavianese, una grossa soddisfazione per l’amministrazione reggente che dopo le accuse e i contro attacchi ricevuti durante la campagna elettorale finalmente trova un riscatto oggettivo. Ma tanta è la rabbia invece per D’Ambrosio che nonostante la notifica dell’ordine di sospensione continua a dichiararsi estraneo ai fatti tanto da urlare "farò ricorso".
Braccio di ferro quindi ancora fermo tra Iervolino e D’Ambrosio che nonostante gli eventi non sembra terminare.
Ma com’è possibile che D’Ambrosio continui a dichiararsi estraneo ad una sentenza che invece legalmente definisce il contrario? Non è bastato uno scioglimento dell’esecutivo, e stiamo parlando dell’anno 2007 anni in cui fu coinvolto nello scandalo Italgest.
Non è bastata nemmeno la doppia sconfitta elettorale disputata in due turni di ballottaggio del 2004 e 2009 con lo stesso Iervolino a fermare la sua grinta.
Ma quello che ancora ci domandiamo è perchè cosi tanta determinazione, ormai il Prefetto ha deciso, la condanna c’è, il popolo elettorale non lo ha votato e i suoi stessi "amici" si sentono traditi. Ancora una volta il Re Iervolino ha fatto scacco. Vi lasciamo con qualche riflessione: che effetto avrebbe fatto questa disposizione se D’Ambrosio fosse stato attualmente sindaco della cittadina? E in una zona come quella vesuviana, dove tutti o quasi tutti i sindaci del circondario mostrano pecche e buchi da molte parti Iervolino come si colloca?

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