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Brusciano, si avvia alla fine il processo al sindaco Romano

giovedì 8 ottobre 2009, di Gabriella Bellini


Brusciano. Si avvia alle fasi conclusive e alla richiesta di condanna il processo che vede imputati il sindaco Angelo Antonio Romano ed un consigliere di maggioranza Salvatore Papaccio. L’accusa è di tentata concussione in concorso, vittima un imprenditore edile. Ieri l’udienza che era fissata davanti al collegio D del tribunale di Nola (presidente Mariarosaria Bruno, giudici a latere Agnese Di Iorio e Aurigemma Martino) è slittata a causa dell’astensione degli avvocati del foro nolano. E per la prossima seduta è prevista la requisitoria del pubblico ministero. I fatti che vedono coinvolto il sindaco bruscianese, alla guida di un’amministrazione di centrodestra, risalgono al 2004. Secondo l’accusa Romano e Papaccio in più di un’occasione avrebbero chiesto all’imprenditore 500 mila euro per concedergli una licenza edilizia, pronti anche a concedergli uno sconto. La cifra, infatti, è stata di volta in volta decurtata. Prima si è passati ad una richiesta di 400 mila euro ed infine ad una di 300mila euro. Ma l’uomo ha deciso di non sottostare ai ricatti ed ha denunciato tutto, dando il via alle indagini e poi al processo. Nelle udienze che hanno preceduto quella di ieri è stato ascoltato lo stesso primo cittadino (difeso dall’avvocato Saverio Campana), ed anche diversi testimoni, questi ultimi hanno tutti confermato quanto raccontato dall’imprenditore, che si è costituito parte civile ed è tutelato dall’avvocato Anna Jossa. Concussione, dunque, reato equiparabile all’estorsione, si tratta di concussione però quando è commessa da un pubblico ufficiale nel compimento delle sue funzioni. Quello che accade per il sindaco ed il consigliere comunale che avevano il potere di poter concedere, oppure no, la licenza edilizia richiesta dall’imprenditore e di questo si sarebbero approfittati chiedendo una tangente in cambio.
Una situazione delicata che va ad accumularsi ad altre vicende che vedono protagonista Romano. Poco più di dieci giorni fa, infatti, il sindaco si è visto recapitare un nuovo avviso di garanzia per abuso d’ufficio. Oggetto di questo nuovo procedimento l’assunzione, avvenuta proprio con un decreto sindacale firmato da Romano, del cugino del consigliere comunale Vincenzo Cerciello. Nello scorso agosto, l’amministrazione comunale ha indetto un concorso per l’assunzione di alcuni componenti dello staff del primo cittadino. Gli esiti di questo concorso sono stati approvati con una delibera di giunta è stato assunto il cugino del consigliere comunale cui è stato affidato l’incarico della vigilanza urbana.
L’assunto, poi, è risultato essere anche cugino di terzo grado del vicesindaco. Il primo cittadino Angelo Antonio Romano è stato interrogato in merito a questa vicenda lo scorso 24 settembre dal pm Giuseppe Visone. Vicende che sarà la magistratura a chiarire.

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