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Somma Vesuviana,sprechi e veleni. Lo strano caso dei pozzi d’acqua di via Bosco

venerdì 16 ottobre 2009


Somma Vesuviana. Non bastasse la carenza d’acqua che periodicamente mette in ginocchio Somma Vesuviana. Ora la Gori, l’Ente che ne gestisce le risorse idriche, dovrà attivarsi per spiegare ai cittadini sommesi il motivo per il quale continua a estrarre acqua da alcuni pozzi di via Bosco nonostante quest’ultima non possa essere utilizzata. A far emergere l’evidente caso di spreco è stato un cittadino, Salvatore De Stefano il quale sulla vicenda ha inviato un esposto alla Procura della Repubblica del Tribunale di Nola. In effetti De Stefano, pensionato con alle spalle un passato da professore di liceo, ha segnalato il caso già diversi mesi fa alle autorità competenti. “In località Bosco”, zona agricola di Somma Vesuviana “vi sono pozzi artesiani da cui fino a qualche tempo fa veniva attinta acqua da immettere nelle condutture dell’acquedotto vesuviano ad integrazione delle acque provenienti da Serino. Dalla scorsa primavera, essendo stato riscontrato nella suddetta acqua un alto tasso di arsenico”, frutto probabilmente dell’origine vulcanica delle falde, così come riferito dall’ufficio tecnico del Comune, “essa viene versata in un alveo contiguo ai pozzi, che dopo un corso di circa un chilometro la versa in una pubblica via”. Ma l’esposto non si limita solo a segnalare l’anomalia dell’acqua aspirata dai pozzi e poi lasciata scorrere tranquillamente per strada come se niente fosse. E neanche gli altissimi costi di gestione in termini energetici dell’intero ciclo di estrazione. “Quest’acqua, scorrente abbondante e senza interruzione” recita l’esposto “ha già prodotto guasti al fondo stradale, rende difficoltoso il passaggio pedonale e veicolare e, circostanza ben più grave, viene attinta lungo il corso da agricoltori che ne irrorano le colture”. Così, se fosse confermata la tesi del Comune sommese, l’acqua utilizzata dai contadini locali risulterebbe una vera e propria miscela velenosa che finirebbe poi sulle tavole degli ignari consumatori. “La situazione descritta” si legge tra le righe “pare che non inquieti la Gori che l’ha creata e la lascia persistere, sfugge al governo politico amministrativo locale e non è notata ne dagli organi di polizia ne tantomeno da quelli di controllo igienico-sanitario”. Fin qui l’esposto inviato alla Procura della repubblica di Nola. “E’ davvero strano che, nonostante i reiterati solleciti verbali, nessuno abbia preso in considerazione la possibilità ne di risolvere, ne tantomeno di circoscrivere il fenomeno delle immissioni dannose”. Dunque Salvatore De Stefano si chiede “se almeno le autorità destinatarie dell’esposto facciano un serio controllo. Perché il diritto alla salute è un bene della vita alla cui tutela” ha chiosato il professore “ e la pubblica amministrazione ha l’obbligo di provvedere con assoluta priorità rispetto ad ogni altra legittima istanza”. Dunque la Gori finisce per l’ennesima volta nel tritacarne delle polemiche e delle proteste di cittadini a dir poco sfiancati dai disservizi offerti dall’Ente che,paradossalmente, dovrebbe gestire in modo ottimale le risorse idriche.

Messaggi

  • che vergogna! la gori non è assolutamente adatta a dare un adeguato servizio alla cittadinanza sommese. Ma cosa ancora più vergognosa è che quest’amministrazione continui a fare orecchie da mercante, chiudendosi in un mutismo irritante.D’altronde cosa possiamo aspettarci da una magioranza che annovera tra le sue fila responsabili della gori stesso...evidentemente i giochi di potere sono più importanti del bene comune

    • è una vera vergogna....tutti mi fanno schifo anche perchè se quest’articolo è veritevole vale a dire che noi l’acqua nn la dovremmo ne bere ne utilizzare per gli alimenti o le campagne e quindi la gori e chi ha competenze in questo...comune o organi.... dovrebbero informarci di ciò e non farci utilizzare l’acqua...ma forse non lo fanno perchè l’acqua la dobbiamo sempre pagare a caro prezzo..quindi vergognatevi anche perchè si tratta della salute di tutti compresi bambini e quindi se qualcuno muore li portate sulla vostra schifosa coscienza...anche se io credo che voi nn l’ha tenete una coscienza....pensateci!!!!

  • Un piccolo logo puntato, con colori ARANCIONI e BLE recita: Gestione Ottimale Risorse Idriche.

    Poi rileggendo più volte gli articoli in rete sia per mancanza idrica che di sprechi il LOGO ritorna ai vecchi tempi: “Acquedotto Vesuviano”.

    E come aver cambiato LA FACCIATA ma lo stabile rimane sempre lo stesso .

    Se un normale cittadino come il Prof. De Stefano rischia addirittura di rivolgersi alla PROCURA non per una sua problematica ma per quella della collettività siamo alla FRUTTA.

    Il senso civico ed il rispetto per i decantati sprechi della stessa AZIENDA decadono per riflesso:

    http://www.goriacqua.com/pagina.php?id=4&id_pag=242

    Leggendo attentamente, si descrive il modo per cui questa azienda tiene tanto agli SPRECHI, infatti la campagna prende spunto da una goccia d’acqua. (SALVIAMO LA GOCCIA)

    Che resta in controtendenza visto l’album fotografico da voi allegato, ma la cosa più strana che l’acqua non è potabile vista la sua affermazione nell’articolo:
    “vi sono pozzi artesiani da cui fino a qualche tempo fa veniva attinta acqua da immettere nelle condutture dell’acquedotto vesuviano ad integrazione delle acque provenienti da Serino. Dalla scorsa primavera, essendo stato riscontrato nella suddetta acqua un alto tasso di arsenico”

    Da sottolineare che l’arsenico è il Tetracloroetene, anche noto come tetracloroetilene o PCE, particolarmente utilizzato nella produzione di solventi. L’“esposizione al tetracloretene può deprimere il sistema nervoso centrale e produrre sintomi simili a quelli dell’ubriacatura da alcolici”, “Generalmente gli effetti immediati del PCE possono includere irritazione di occhi, naso e gola; nausea, indebolimento della memoria e disordini visivi. L’esposizione a grandi percentuali di solventi volatili organici clorati può causare giramenti di testa, ridurre la capacità di concentrazione e causare un irregolare battito cardiaco. Si possono compromettere le capacità di risposta immunitaria e, nel caso di una gravidanza, il corretto sviluppo del feto. Esposizioni prolungate possono condurre al danneggiamento dei tessuti epatici, renali e del sistema nervoso centrale. Gli studi indicano che l’esposizione prolungata a grandi quantità di alcuni solventi clorati VOC può essere cancerogena”.

    A questo punto devo dedurre che in quella zona ci siano molte OFFICINE che usano solventi per preparazioni di vernici e varie. Ma non mi risulta.

    Nell’articolo si parla di pozzi artesiani, ma non si fa cenno che proprio in via BOSCO nei pressi del PARCO NAZIONALE DEL VESUVIO c’era è rimane una GRANDE DISCARICA nella quale si sono RIVERSATI di TUTTO e DI PIU’.

    Dove ora giacciono sopra attività ristorative.

    Quindi non possiamo che ringraziare il Prof. SALVATORE DE STEFANO per aver dato un grande contributo alla CAMPAGNA GORI: “ Salva La Goccia”.

  • E’ da più di una anno che il torrente di via Bosco scorre inesorabile ogni giorno sia nelle gelide giornate di questi giorni sia nelle afose giornate estive dando refrigerio ai luoghi dove passa. In realtà il flusso idrico aumenta tantissimo dalle ore 4 alle 6 del mattino raggiungendo delle portate spaventose che trascinano a valle i rifiuti che i soliti sporcaccioni abbandonano lungo il suo tragitto. Inoltre nella primavera del 2009 le medesime acque anno rotto un muro di contenimento e invaso tutte le carreggiate della SS 268 bloccando il traffico proveniente da Ottaviano per un’intera giornata.

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