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Somma Vesuviana, "Ho sbagliato e chiedo scusa, ma non sono un violento"

martedì 27 ottobre 2009


Somma Vesuviana. “Ho sbagliato e chiedo pubblicamente scusa, ma a passare per un violento non ci sto”. Arriva il giorno dopo la reazione decisa di A.M., 30enne di Somma Vesuviana, che nel tardo pomeriggio di domenica scorsa, a margine della partita tra Viribus Unitis e Palazzolo, aveva “aggredito” Giuseppe Parisi, vice allenatore dei rossoblù locali. “I fatti” afferma il giovane “sono andati in modo diverso rispetto a come sono stati presentati. E’ vero”, continua il giovane, mi sono reso protagonista di un atto increscioso e per questo sono disposto a chiedere scusa sia pubblicamente che privatamente a Giuseppe”. Chiama per nome Giuseppe Parisi perché si conoscono. O meglio, insieme hanno condiviso per alcuni anni lo stesso terreno di gioco. “Io non ero presento alla partita (e questo smentisce la ricostruzione di alcuni organi di stampa che lo accreditavano come dirigente della Viribus la quale, ricordiamolo, è estranea ai fatti n.d.r.). Quando sono arrivato il clima era già teso”. A chiamarlo, spiega, era stato il calciatore con il quale, stando a quanto ricostruito dalle testimonianze, Parisi sembra aveva avuto un diverbio. “Io e Giovanni (Aliperta, il calciatore in questione n.d.r.) siamo legati da una profonda amicizia. Sono arrivato per placare gli animi dopo la sua espulsione”. Ed è in questo frangente che accade qualcosa che scatenerà il putiferio successivo. “Vengo pesantemente offeso da una persona che si trovava nello stesso gruppetto dov’era Peppe, ma non riesco a riconoscerla. Chiedo spiegazioni allo stesso Peppe, ma in compenso non ricevo risposta”. Ed è a quel che in A.M. scatta la molla. Segue in vice allenatore alla macchina parcheggiata fuori dallo stadio e, una volta abbassato il finestrino, gli molla un fendente che in parte devia il setto nasale di Parisi. “Non è vero” prosegue l’aggressore, “che l’ho preso a schiaffi come riportato dalla stampa” (il termine utilizzato da noi era “fiumana di calci e schiaffi” n.d.r.). Dopo aver capito che avevo commesso un madornale errore mi sono fermato e da li poi è successo il resto”. Lo stesso aggressore poi fa riferimento ad un presunto calcio subito da Parisi. Ma, stando sempre alle ricostruzioni successive al fatto, più che un calcio sembrava fosse lo sportello dell’auto che Giuseppe Parisi stava tentando di aprire per mettersi al riparo dall’aggressione. “Purtroppo non volevo fargli del male. Ho sbagliato e me ne pento, ma ripeto, non solo un violento così come mi avete descritto, ma solo un ragazzo che, in un momento d’ira per delle offese subito non riconducibili purtroppo a Peppe, ha perso il controllo”. E adesso auguriamoci solo che cali il silenzio su questa, purtroppo, triste vicenda.

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