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Ottaviano: Fiaccolata per Mimmo Beneventano. Ancora in pochi a sfilare per le strade

martedì 10 novembre 2009, di Giovanna Salvati


Ottaviano: Non è per nulla bastata la pioggia incessante ed il freddo per fermare la fiaccolata in ricordo di Mimmo Beneventano, il consigliere del Pci ucciso dalla camorra, un esempio di piccolo grande uomo che dopo vent’anni ancora non riesce a scuotere completamente le coscienze umane. Un appunto importante se si pensa che solo anno dopo anno si riesce a conquistare un cittadino su dieci, dove spesso, e forse , troppo spesso, la paura di combattere a viso scoperto, di sfilare per le strade, ferma tanti ottavianesi e non solo, dove la paura ancora della camorra continua a rimanere alta. E forse non è il caso di domenica sera, se si pensa agli anni precedenti dove alla fiaccolata partecipavano solo le scuole nonostante la cittadina tutta fosse invitata, ma dove senza dubbio non vi è ancora una grande partecipazione. Perché? Un sacrificio di un uomo trucidato solo perché voleva difendere i suoi ideali, il suo paese dalla camorra, i suoi concittadini dai soprusi e dalle illegalità, e che forse solo per questo in questi momenti dovrebbe vedere un intera cittadina, un intero paese, non può bastare? Ma a mostrare fiducia e speranza verso una maggiore crescita è il presidente di Legambiente Pasquale Raia “la fiaccolata di domenica è stato un momento di gioia e commozione, l’affluenza era sicuramente maggiore agli anni precedenti se si pensa che per il primo anno abbiamo voluto spostare gli eventi di pomeriggio, per non contare solo sull’appoggio ormai fisso delle scuole, ma vedere come la cittadinanza rispondeva all’iniziativa”. Tanti ma non abbastanza. Forse perché per un evento cosi in tanti aspettavano di vedere un corteo di massa come ci racconta un insegnante della scuola media “purtroppo quello che manca è la cultura di determinati eventi – racconta la docente – non si può insegnare ai bambini chi è Mimmo Beneventano se poi i genitori, in alcuni casi testimoni vivi di quel periodo, non sono i primi che scendono in campo. Quello che fa rabbia che è più facile vedere la folla delle grandi occasioni per la festa patronale o latro, e non in questi momenti forti dove essere presenti fisicamente rappresenta tanto”. Durante la fiaccolata il silenzio è stato l’elemento principale, in una cornice dove le riflessioni hanno preso il via grazie alla recitazione spontanea di alcuni cittadini ottavianesi. Ed è stato proprio un medico di Ottaviano a recitare una delle poesie di Mimmo che hanno cosi fatto scatenare un forte applauso per l’intensità e l’emozione con il quale il medico ha ricordato l’amico. Per le strade chi sfilava pensava a quell’uomo, un medico professionista, un politico d’eccezione , una persona semplice che è stata cancellata dal freddo grilletto di una pistola premuta da un uomo a cui poco importavano i suoi pensieri. Il boss locale Raffaele Cutolo decise che doveva morire “Dava troppo fastidio”. Era il 7 novembre 1980 quando i killer della camorra eliminarono quello che consideravano un nemico scomodo. Troppe battaglie aveva condotto Mimmo Beneventano e tante ne voleva intraprendere. Tanto bastò alla criminalità organizzata per decidere di eliminarlo. Non si era spaventato quando lo avevano minacciato e aveva continuato a spronare i suoi concittadini in quegli anni bui dove soltanto Raffaele Cutolo e la guerra di camorra avevano la parola. E allora quella mattina lo uccisero sotto gli occhi della madre che lo salutava affacciata al balcone mentre Mimmo stava andando a lavorare in ospedale. Un Mimmo di cui le idee non moriranno mai e che ogni giorno vengono ricordate e promosse nelle scuole del territorio grazie ai progetti “Pensieri di Legalità” organizzati da Legambiente.

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