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Il gioco come strumento per aiutare le persone a migliorare la propria relazione con sé e gli altri

di Ferdinando Gaeta

domenica 30 settembre 2007


NAPOLI. E’ questo il tema della serata dimostrativa del “Laboratorio di ludoterapia” che si terrà l’8 ottobre, dalle 19.00 alle 21.00, presso il centro “A ruota libera” in via Caldieri, 140.

NAPOLI. Il gioco come strumento per aiutare le persone a migliorare la propria relazione con sé e gli altri. E’ questo il tema della serata dimostrativa del “Laboratorio di ludoterapia” che si terrà l’8 ottobre, dalle 19.00 alle 21.00, presso il centro “A ruota libera” in via Caldieri, 140. Durante l’incontro si parlerà di psicodramma, tecniche di rilassamento, movimento ed espressione corporea, fantasie guidate e, soprattutto, di attività ludiche per gli adulti. Attività inserite in un percorso psicoterapeutico al termine del quale si passa, come dice la locandina della serata, dalla solitudine all’incontro con l’altro. “Il gioco presenta numerosi vantaggi -dice Chiara Catapano, psicologa e ideatrice del laboratorio insieme a Roberta de Bury anche lei psicologa- innanzitutto facilita il contatto con la parte più spontanea e creativa di sé producendo l’effetto positivo del prendersi meno sul serio. L’atmosfera ludica poi, genera un senso di allegria e favorisce l’instaurarsi nel gruppo di un clima affettivo ed emotivo positivo. Alla fine, attraverso il gioco, ci si avvicina cautamente al mondo dell’altro, percepito come diverso da sé, e si inizia lentamente a scoprire la similitudine con l’altro, pur riuscendo a coglierne, senza più timori, l’unicità.” Il laboratorio di ludoterapia conserva inalterati lo spirito e i valori dell’Approccio Centrato sulla Persona di cui Carl Rogers è stato ideatore ed adotta un metodo che utilizzando strumenti come la musicoterapica, tecniche psicodrammatiche, fantasie guidate e tecniche di rilassamento li ripropone in forma di gioco. E’ rivolto a tutti coloro che sono interessati a una crescita personale, per sbloccare le difficoltà nella comunicazione, superare l’ansia, potenziare le capacità creative e la spontaneità; ma è rivolto anche a chi vuole migliorare la propria formazione professionale, come nel caso di insegnanti, operatori socio-sanitari e aziendali, operatori di comunità, psicologi. Il percorso è biennale. Nel primo anno la formazione si concentra su di un lavoro introspettivo che mette al centro la storia personale dell’individuo, analizzandone il passato, il presente ed il futuro. Nel secondo anno viene accentuato l’aspetto teorico-didattico attraverso vari training di potenziamento delle capacità necessarie per ottimizzare la relazione. Durante questo anno alle persone viene, inoltre, data la possibilità di partecipare all’organizzazione e realizzazione delle sessioni del primo anno, allo scopo di sperimentarsi come ludoterapisti o, come tengono a precisare le ideatrici, animatori terapeutici.

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