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Terzigno: smantellata bisca clandestina. Tra i denunciati un affiliato al clan avellinese Cava

martedì 17 novembre 2009, di Giovanna Salvati


Scovata una bisca clandestina. Denunciate 20 persone. Sotto la falsa identità un circolo sportivo di Terzigno gestiva un vero e proprio giro di gioco d’azzardo il tutto gestito da una 44enne di San Giuseppe Vesuviano. Era ormai da qualche mese che i carabinieri della locale stazione, coordinati dal maresciallo Giuseppe Marchese, assieme ai colleghi dell’aliquota operativa della Compagnia di Torre Annunziata, monitoravano il capannone in via Cesare Battisti. Troppo movimento, un andirivieni continuo per una zone periferica e soprattutto nelle ore notturne fino al biltz della scorsa notte che ha messo cosi fine ad una delle bische clandestine più importanti dell’aerea vesuviana. Nessuno avrebbe mai pensato che all’interno di quel capannone personaggi locali, tra cui qualche affiliato trascorreva le ore tra una partita di poker e bacarrat, a camuffare il tutto l’ associazione Vesevius Federazione Sportiva Italiana di gioco poker, talaltro sede ufficiale del campionato italiano diTexas Holdem. Apparentemente una copertura perfetta. Ma dopo un attento percorso di indagini a finire nel mirino 21 persone tutte denunciate che al momento dell’irruzione erano all’interno giocando. Un grosso capannone bianco, una cancellata verde separa l’ampio parcheggio esterno dall’ingresso del circolo. Nell’aria adibita a parcheggio un uomo fa da palo, a terra ancora i residui del fuoco, probabilmente mentre “lavora” si riscalda. Ad entrare sono solo i clienti abituè, i restanti solo se mandati da qualche “conoscente” . Probabilmente una parola d’ordine facilitava l’ingresso. Su uno dei tralicci esterni della struttura una telecamera collegata con una cabina di regia all’interno. Insomma un vero e proprio castello dell’illecito blindato. Quando i carabinieri della locale stazione hanno fatto irruzione tre erano le partite in corso. Pochi minuti per circondare la struttura, pattuglie posizionate lungo il tratto di strada ed in modo particolare ai due ingressi delle strade che conducono al capannone, in tal modo da bloccare eventuali vie di fuga. Gli uomini della benemerita buttano giù il portone di ingresso e tempestivamente bloccano i giocatori. C’è un via vai di carabinieri che cercano di fermare i giocatori che invano hanno cercato di fuggire. Una scena da thriller americano e che invece va in scena nell’hinterland vesuviano dove sempre più spesso circoli ricreativi nascondono un vero e proprio giro d’azzardo. In stato di fermo 21 persone, tutti uomini, di un età compresa dai 35 ai 70 anni provenienti dai paesi limitrofi quali Ottaviano, San Giuseppe Vesuviano, Torre Annunziata e Nola , sono stati denunciati. Tra questi un 50enne ritenuto affiliato al clan camorristico “Cava” operante nel comune di Quindici. Nel corso della perquisizione all’interno del locale i militari dell’arma hanno rinvenuto e sequestrato diversi mazzi di carte da gioco, un ingente quantitativo di fiches,e la somma contante di circa 4.105 euro. Tra i denunciati anche il presidente dell’associazione sportiva, una 44enne di San Giuseppe Vesuviano.

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