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Poggiomarino, “La battaglia della villa romana contro il collettore fognario”

lunedì 23 novembre 2009, di Marialuisa Squitieri


Poggiomarino. Il nostro territorio non è devastato solo dalle discariche e dall’abusivismo, ma anche e forse soprattutto dall’indiferrenza di chi ci abita, che spesso sottovaluta i tesori che si nascondono a pochi centimetri sotto i nostri piedi: di pochi anni fa la scoperta, nel comune di Poggiomarino, di un villaggio palafitticolo risalente al XV secolo a. C. (bronzo medio); molto più recente è il ritrovamento di resti di una villa romana di età imperiale, ancora nel territorio poggiomarinese. Quest’ultimo ritrovanmento merita una particolare attenzione, per le vicende cui sta per andare incontro. La costruzione – dal poco che per ora emerge – pare essere di notevoli proporzioni, probabilmente non una sola struttura ma più nuclei ravvicinati. Il saggio di scavo ha portato alla luce un’anfora di notevoli dimensioni, affreschi, tessere di mosaico (il che lascia intendere che la struttura fosse in ristrutturazione), cisterne: più che una villa rustica, una vera e propria villa da otium. La costruzione è venuta alla luce a seguito degli scavi portati avanti per creare il collettore fognario, mostro moderno di “civiltà” che ha intenzione di spazzare via i pezzi di storia e di vita che, incuranti del progresso, emergono dagli scavi fognari: basterebbe spostare il collettore di 50 metri, sovrapponendolo ad una struttura fognaria già esistente, basterebbe che l’amministrazione comunale si accorgesse delle potenzialità che la valorizzazione di questi ritrovamenti potrebbe avere per lo sviluppo locale, basterebbe che la cittadinanza aprisse gli occhi sull’incommensurabile ricchezza che le terre di Poggiomarino stanno regalando alla comunità: potenzialità di sviluppo per l’economia locale ben diverse da quelle attuali, più diversificate e sinergiche tra loro. Per portare avanti un discorso del genere è necessario tenere alta l’attenzione quando si ha la fortuna che avvengano ritrovamenti del genere, affinchè gli interessi economici non prevarichino l’interesse storico e culturale. Questo è ciò che sta tentando di fare il gruppo archeologico “Terramare 3000”, una trentina di persone tra studenti, insegnanti, medici, professionisti, tutte persone appassionate di archeologia ed innamorate del loro territorio che periodicamente organizzano passeggiate archeo-ambientali sul Sarno e sui luoghi limitrofi archeologicamente più significativi (il già citato sito di Longola, i nuclei delle tombe a fossa di San Valentino Torio e Striano), con laboratori di archeologia sperimentale dedicati alla ceramica, agli affreschi, alla tessitura, ai mosaici, tutte iniziative tese a sensibilizzare e ad avvicinare i cittadini alle meraviglie nascoste e dimenticate del territorio in cui pure vivono. Per questo motivo sabato 28 novembre alle 10,00 il gruppo archeologico “Terramare 3000” ha in programma un incontro presso la sede della pro loco di Poggiomarino, cui sono state invitate l’Amministrazione comunale e le autorità competenti: speriamo sia la volta buona che la storia sconfigga l’indifferenza e la devastazione

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