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Casalnuovo: il candidato Gerardo Giannone si racconta nell’ultimo appello prima del voto

giovedì 26 novembre 2009, di Giovanna Salvati


Pochi giorni, poche ore al verdetto finale che battezzerà il nuovo sindaco della città di Casalnuovo. E cosi prima della chiusura della campagna elettorale abbiamo voluto ascoltare per voi il più giovane dei candidati alla poltrona, un volto nuovo, un uomo animato solo dalla voglia di fare del bene ma sopratutto dalla determinazione e la passione di chi non ha nulla da guadagnare se non l’esperienza politica e la gratificazione di un popolo che lo voglia davvero bene per il suo impegno e per il suo fare. E’ cosi che ci siamo concentrati sul volto nuovo di questa tornata elettorale che porta il nome di Gerardo Giannone. In alcune domande Giannone si racconta e lancia un ultimo appello prima del grande giorno.

Lei è più giovane dei candidati, soli 35 anni, non è mai stato un istituzionale, non e mai stato in staff di amministratori né in consigli di amministrazione, si ritiene in grado di amministrare casalnuovo?

Assolutamente si! Vede il sindaco a compiti principalmente di indirizzo politico, lui deve dare la visione di una città secondo il programma che ha elaborato durante la campagna elettorale, poi per i giudizi tecnici e tutto quello che concerne l’amministrazione nel senso burocratico della parola ci sono i dipendenti comunali, i capi settori, i dirigenti, la segretaria comunale e in ultimo la giunta che lo stesso sindaco costruisce. Dunque tutto quello che poteva sembrare penalizzante e solo edificante per la mia persona. Vede essere il più giovane dei candidati mi consente di avere quella elasticità mentale che potrebbero non avere altri, non aver mai fatto l’istituzionale e non aver mai partecipato a nulla della politica istituzionale oggi può solo essere considerato un vanto in quanto lo stato della politica campana mette alla sbarra tutta la classe politica degli ultimi 20 anni, basti vedere quanti comuni sono sciolti e quante inchieste ci sono sulle giunte in essere tra regione , provincia e vari consigli d’amministrazione della stessa politica.

Lei ha dichiarato di volere una città a misura d’uomo dove nessuno resti indietro, non le sembra di aver sparato alto, tenendo presente che il bilancio di un comune non e quello del governo.

Vede il bilancio di un comune non deve solo essere un bilancio per pagare gli stipendi e fare una minima manutenzione, ma, a mio vedere, deve rappresentare la realizzazione di un progetto politico ben definito. Un sindaco non e un ragioniere e pertanto deve valutare l’importanza di un indebitamento non sotto l’aspetto economico ma sotto quello dell’interesse collettivo, sé io decidessi di fare 3 nuove biblioteche oppure di non far pagare più la mensa nelle scuole pubbliche di I°grado non crede che quella spesa extra avrebbe più ripercussioni positive rispetto a quella di avere sempre i conti in ordine? Senza contare che casalnuovo avrà a disposizione nei prossimi anni circa 42 milioni di euro per opere sociali che in parte già hanno una destinazione in parte debbono ancora averla, dunque soldi ce ne sono, e poi quando realizzi opere e dai prestazioni a chi ne ha bisogno non c’è bilancio che tenga …. La mia mamma con un solo stipendio e riuscita a far crescere me e le mie sorelle senza farci mancare mai nulla pagando fitto,luce, acqua e gas sempre ……. Dunque, più che essere bravi ragionieri basta avere amore e passione per l’obiettivo che si vuole c’entrare.

Lei e stato l’unico candidato a sindaco ad andare alla tenenza dei carabinieri per chiedere maggior controllo in questa campagna elettorale, perché l’ha fatto?

Io credo che ci siano ancora storture nel modo di intendere la politica a casalnuovo. Negli ultimi giorni sto assistendo a strade private rifatte e a scale messe a nuovo in edifici popolari, credo che la magistratura debba intervenire qual’ora ci siano avvisaglie di voto di scambio. Io sono andato dai carabinieri a chiedere di indagare su cose come queste e di verificare le continue denuncie che alcuni candidati fanno nei loro comizi, sé qualcuno sa qualcosa parlasse. Io sono stato uno dei promotori della marcia della legalità, dunque credo in essa, io dico che un voto comprato e un voto dato alla camorra.

Ultima domanda, perché CLASSE OPERAIA e non un partito che ha i simboli dei lavoratori?

CLASSE OPERAIA nasce da compagni lavoratori che pagano alla fonte tutte le tasse che esistono in Italia, noi siamo i primi a subire gli effetti di una cattiva amministrazione e siamo i primi a cui si rivolge lo stato quando deve ripianare e rimediare agli errori che egli stesso commette. In parlamento e stato eletto un solo operaio e deve la sua elezione ai suoi colleghi morti in un incendio a Torino. Io credo che i partiti, tutti i partiti, non vogliano che i lavoratori siano realmente presenti nelle istituzioni e casalnuovo e una prova concreta di ciò che dico. Noi volevamo una svolta nella politica casalnuovese, ma, chi gestisce partiti-famiglia ancora una volta ha contribuito a non creare l’alternativa. Questa lista al di là del risultato elettorale avrà vinto comunque, perché siamo gli unici che senza un partito alle spalle, senza i poteri forti, abbiamo tenuto testa in campagna elettorale a tutti, e soprattutto, ed è questo e il vero punto di forza, esistevamo prima e domani saremo ancora più forti e radicati. Noi abbiamo un gruppo dirigente tutto casalnuovese formato da 25 candidati e altre decine di compagni sostenitori, mentre altri hanno dovuto riempire le liste di partito con persone che nulla hanno a che fare con casalnuovo. Possiamo guardare con ottimismo al futuro.

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