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Palma Campania: ecco la discarica degli orrori a pochi metri dall’ex discarica Pirucchi

giovedì 26 novembre 2009, di Giovanna Salvati


Palma Campania. Oltre un kilometro di strada tutta ricoperta da rifiuti. Un bell’esempio di inciviltà che soprattutto quanti abitano sono stanchi di essere costretti a vedere. Ma i rifiuti abbandonati costituiscono un problema di difficile soluzione, una cattiva abitudine legata alla maleducazione di chi non si sforza di rispettare le regole del sistema di raccolta. Ed è il caso del tratto di strada, circa un kilometro o poco più che si trova in una zona strategica, periferica dove a dominare è l’ex discarica Pirucchi. L’ex discarica fu sottoposta sotto sequestro diversi anni fa e data poi in gestione temporanea dell’Enea - Consorzio di Gestione NA3, che tuttora ne detiene la gestione. Ed è proprio qui, a pochi metri dal grosso cancello verde d’ingresso che si consuma uno scenario pietoso. Un paesaggio inverosimile che riaccende le polemiche sulla gestione dei rifiuti ed in modo particolare sulle discariche locali che dovrebbero, almeno a parole aver risolto la questione, ma che invece si scopre essere l’esatto contrario. A ricoprire l’intera zona teli di nylon usati da un imbianchino assieme ai secchi vuoti di colori e vernici, sacchi rotti dai quali fuoriescono lattine, bottiglie e scatole del latte, rami e resti dello sfalcio dell’erba, elettrodomestici, mobili, pezzi di eternit, materassi, calcinacci, tapparelle di plastica, vestiti: altro che raccolta differenziata. Il tutto firmato dalla doppia vergogna che si consuma sotto gli occhi di residenti che vivono a pochi metri ormai stufi e demoralizzati persino nel denunciare ma soprattutto sotto gli occhi dei gestori di una discarica: come si fa a non notare che il cumulo di immondizia cresce a dismisura e quotidianamente. Quello che crea più allarmismo è una gigantesca pattumiera di rifiuti normali ma anche di speciali. Ormai i cumuli di rifiuti raggiungono in più punti i due metri di altezza e le distese maleodoranti si allungano per diverse centinaia di metri. La maxi discarica a cielo aperta che è stata localizzata rappresenta infatti lo sversatoio di alcune fabbriche e privati come lo dimostrano le categorie di rifiuti depositati, rifiuti industriali, copertoni ai due lati, che in alcuni casi sono impastate alle pozze d’acqua putrida provocate dalle piogge. E cosi coloro che dovrebbero avvalersi dei canali convenzionali per lo smaltimento, imposti dalla legge, utilizzano una metodologia anomala, con risultati devastanti. Ma quello che emerge è che si assiste ad un fenomeno strano per le nostre zone: le ruote affondano come se la terra fosse di argilla e non di origina vulcanica. Più là vi sono cumuli di rifiuti industriali incendiati che calpestati si comportano come carboni: tingono di un nero indelebile. Quando si rompono sembrano cristalli di materiali provenienti da un altro pianeta. Ma la vera tragedia è aver assistito ad uno degli incendi. Quasi tutti i giorni,e le notti,questi rifiuti vengono incendiati e le loro polveri si depositano sulle colture per Km entrando nella catena alimentare e nelle acque di falda,ma cosa più terribile a poche centinaia di metri dal sito vi sono gli abitati di : San Gennaro Vesuviano,San Gennarello,San Giuseppe Vesuviano e la stessa Palma Campania.Tanti sanno e vedono ma nessuno disposto a fermare l’orrore. “Abbiamo denunciato e segnalato più volte questo schifo alle forze dell’ordine e soprattutto la presenza di un furgone bianco che spesso gira in questa zona - spiegano alcuni residenti - Ormai nessuno denuncia più,i pochi proprietari che come noi abitano qui hanno abbandonato l’area perchè espropriati dalla Regione che dovrebbe costruire una bretella di collegamento fra Lauro di Nola e il casello di Palma Campania sull’A30”

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