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Striano: nella cittadella contro il muro del razzismo va in scena l’integrazione

Al comune festa per la cittadinanza italiana ad una giovane albanese. Nell’ultimo mese ben sei "le nuove strianesi"

giovedì 26 novembre 2009, di Giovanna Salvati


Striano. “Da oggi sono cittadina italiana anche io, sono cittadina di Striano”. E’ con queste parole che ieri mattina una delle tante cittadine straniere presenti sul territorio vesuviano ha firmato sul grande libro dei cittadini strianesi. In calce ha inciso il suo nome tra le pagine bianche e con la mano tramante e commossa ha ringraziato il primo cittadino Antonio Del Giudice che non ha potuto far altro che gioire per il nuovo acquisto. Albanese, trentenne, era in Italia da diversi anni, una vita passata in cerca di una stabile dimora che ha poi trovato a Striano. Ora potrà lavorare, studiare, votare e soprattutto vivere senza più ostacoli, né problemi di soggiorno o quant’altro rappresenta l’incubo di chiunque venga sul nostro territorio. Un passo importante quello di ieri mattina che l’ha porta finalmente a decidere per un si definitivo, quello di sposare la cittadina strianese e con essa le culture, le tradizioni e soprattutto i suoi concittadini che l’hanno accolta senza muri di diversità spesso infatti gli stranieri sono vittime di invalicabili muri di indifferenza, quelli che emarginano e che impediscono una facile integrazione. Ma a Striano non è cosi. E a spiegarlo è lo stesso sindaco Antonio Del Giudice “sono stato davvero felice di accogliere a Striano una nuova cittadina, di origine albanese ma da oggi strianese doc. E’ importante aiutare gli stranieri presenti sul nostro territorio – ha commentato Del Giudice – aiutarli ad integrarsi, sono convinto che ci siano buone possibilità di confronto e crescita il tutto finalizzato alla buona riuscita della convivenza civile indipendentemente dalle origini. Striano sta crescendo e lo sta dimostrando ogni giorno: sviluppo, benessere e soprattutto civiltà sono i nostri cavalli di battaglia”. Dopo la cerimonia di rito una foto ricordo si aggiunge alle altre, circa dieci, dieci nomi, dieci stranieri, ma soprattutto dieci vittorie contro i falsi pregiudizi e a sostegno del rispetto verso i diritti e i doveri degli stranieri.

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