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S.Anastasia. I cittadini lamentano l’attesa nella raccolta e gli replica il presidente della municipalizzata

Amav, tre mesi per “smaltire” gli ingombranti

mercoledì 9 dicembre 2009, di Gabriella Bellini


Sant’Anastasia. Una lista di attesa lunga tre mesi per “smaltire” i rifiuti ingombranti. L’amara realtà che si trovano a vivere i cittadini anastasiani che chiedono all’Amav (la municipalizzata che si occupa della raccolta dei rifiuti) di prelevare vecchi mobili e elettrodomestici fuori uso. Nel caso in cui qualcuno si sia offerto di portare i propri rifiuti direttamente presso la sede della società, ha ricevuto una risposta negativa. “Mi hanno detto che non sono attrezzati con un´isola ecologica”, ha spiegato la signora Nicolina, “e mi hanno chiesto di tenerli a casa. Ma a casa mia non c´é una discarica, ed io pago regolarmente la Tarsu”. L´Amav, è incaricata del ritiro a domicilio degli ingombranti, basta la prenotazione, ma chi telefona in questi giorni dovrà attendere fino a metà marzo per poterli smaltire. A lamentarsi del servizio di raccolta anche diversi commercianti che sostengono di essere stati multati per la presenza di carta e cartone all´esterno dei negozi. “Non è colpa nostra”, spiegano, “Noi conferiamo come stabilito dal Comune, ma la ditta esterna incaricata per affiancare l´Amav nella raccolta del cartone non ritira i rifiuti nei giorni prestabiliti”. Altri disservizi sono stati segnalati nelle periferie, dove sorgono vere e proprie “discariche” abusive. “Forse”, conclude Nicolina, “si tratta di cittadini che non riescono ad attendere tre mesi per poter riciclare i propri rifiuti regolarmente”. Ridimensiona, invece, l’emergenza il presidente della municipalizzata, Ruggiero Granata. “E’ vero che la lista è lunga”, chiarisce, “ma nonostante i pochi mezzi a disposizione riusciamo ad effettuare la raccolta degli ingombranti anche più volte la settimana. Prelevando circa 25 pezzi in ogni occasione, poi però possiamo conferirli in discarica soltanto in base alla tipologia e quindi dobbiamo attendere e selezionarli all’interno della società, non avendo un’isola ecologica. Per quanto riguarda il cartone, invece, la situazione non è quella descritta dai commercianti. La ditta esterna si occupa di ritirare la carta dei cittadini, il resto viene prelevato direttamente dai nostri mezzi. Però se loro hanno l’abitudine di metterli fuori dai negozi a qualunque ora, non è colpa nostra. Infine circa gli accumuli di rifiuti in periferia, purtroppo quelli dipendono dal controllo del territorio e dall’inciviltà della gente. Due aspetti che non competono all’Amav”.

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