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San Giuseppe Vesuviano. Falsa fatturazione, ex consigliere nei guai. Sequestrati immobili.

mercoledì 16 dicembre 2009, di Giovanna Salvati


Ottaviano. Maxi truffa allo Stato per oltre sei milioni di euro di fatture false utilizzate dall’ex consigliere comunale Franco Giugliano e quasi 500mila euro il complessivo degli indebiti rimborsi percepiti. Un altro colpo è stato inferto nella serata di ieri ad un ex amministratore comunale che insieme alla moglie gestiva una fitta rete di fatture false e che per questo ha visto recapitarsi il sequestro preventivo in relazione a svariati beni immobili, rapporti bancari e postali. A finire nel mirino dei controlli delle fiamme gialle sono stati tutti i titoli azionari di Franco Giugliano, dottore commercialiasta e consigliere del disciolto comune di San Giuseppe Vesuviano e sua moglie Michelina Cutolo. Dopo lunghe indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Nola e condotte dalla Compagnia della Guardia di Finanza di Ottaviano coordinata dal Tenente Maurizio Martone, è stata portata alla luce nella tarda serata di ieri una corposa frode fiscale che ha impoverito le casse dello Stato con l’uso di una duplice modalità truffaldina, in quanto i responsabili, oltre a versare meno tasse, hanno ricevuto rimborsi Iva non spettanti. Grazie ad un cospicuo giro di fatture false, le due imprese gestite dai coniugi Giugliano rispettivamente della ditta individuale "Boutique Cutolo di Cutolo Michelina" che della società "Ge. Mi. Ta." di cui Giugliano era il reale gestore di fatto e la moglie invece di diritto, hanno cosi annotato in contabilità acquisti e vendite di merce nella realtà mai avvenuti, in modo da ottenere illeciti risparmi d’imposta. Tutto questo è stato raggiunto grazie alla combinazione di fittizi acquisti sul territorio, che di vendite all’estero fasulle, in modo tale da creare presupposti per ottenere dallo Stato il pagamento di un ingente credito Iva, fondato su requisiti inesistenti e percependone poi l’indebito rimborso. Una truffa che ha portato cosi un bilancio di oltre sei milioni di euro solo di fatture false utilizzate dagli indagati ed a quasi 500 mila euro a cui ammontano gli indebiti rimborsi percepiti. Grazie all’attento esame della documentazione contabile e bancaria e da peculiari riscontri oggettivi, l’attività d’indagine ha cosi consentito di accertare in tutti i suoi dettagli il compimento delle illegittime operazioni. Durante i controlli i militari delle fiamme gialle infatti i militari hanno rilevato che le vendite all’estero, che sulla carta sono risultate essere state effettuate a due società portoghesi, aventi sede legale nell’isola di Madeira, non potevano avvenire in quanto i tempi di percorrenza erano troppo brevi, ma sopratutto perchè non c’era la disponibilità di automezzi. Inoltre ad aggravare l’intera vicenda è l’aggravante che tra i fornitori delle imprese sangiuseppesi figuravano due ditte completamente inesistenti ed intestate a due nominativi di pura fantasia ma che risultavano invece intestatari di partite iva, codici fiscali e di conti correnti bancari, di aver stipulato contratti di locazioni immobili, intestato utenze telefoniche e di aver acquistato persino veicoli. Una vera e propria maxi truffa allo Stato che lascia ancora una volta la cittadina a bocca aperta. L’indagine ha inoltre evidenziato anche le responsabilità di un terzo uomo, Salvatore Di Micco, quale rappresentante in Italia delle due compagini estere che hanno intrattenuto i falsi rapporti con le predette aziende nazionali.

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