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San Giuseppe Vesuviano. Nessun allarme per la bomba carta a Bifulco: si tratta di una bravata

mercoledì 30 dicembre 2009, di Giovanna Salvati


San Giuseppe Vesuviano. Una bravata natalizia, uno stupido scherzo di qualche ragazzino un po’ cresciuto e un po’ superficiale. Sembra essere questa l’ipotesi più accreditata e la reale motivazione dell’esplosione che nella serata di lunedi ha sconvolto l’imprenditore sangiuseppese Alessandro Bifulco, fratello del noto attore Fabio Fulco. Una vicenda che ha assunto un colore ancora di più rilievo proprio per la parentela di Alessandro con suo fratello l’attore Fabio, ex fidanzato dell’ex miss Italia Cristina Chiabotto. E cosi dopo un primo momento di paura e perplessità sembra essere una bravata per spaventare l’ipotesi più attendibile, sopratutto dopo le dichiarazioni dello stesso Alessandro alla polizia che escludono quindi la strada dell’estorsione o del raid punitivo, ma quel che certo è che era nell’intenzione del malvivente colpire Bifulco. La bomba esplosa lunedi sera è stata infatti posizionata appositamente dinnanzi al portone di ingresso della villetta di Alessandro Bifulco, medico maxillo-facciale noto in città anche per essere titolare di alcuni campetti di calcio della zona. Il giovane era in casa con la famiglia al momento dello scoppio. Era da poco rientrato dallo studio che si trova a pochi metri dalla sua abitazione. Circa un quarto d’ora prima si era sentito a telefono con la madre che era invece con l’altro fratello Fabio a Roma. Il tempo di accendere la tv e poi lo scoppio. La paura. La nube bianca e poi le sirene delle volanti del commissariato di polizia di San Giuseppe Vesuviano, che si sono recati immediatamente sul posto. Subito si era pensato ad un vero e proprio attacco personale ma che dopo qualche ora è stato smentito. Il giovane medico infatti, oltre ad essere un rinomato professionista nel suo campo è anche una persona ben in vista, semplice e disponibile, insomma conserva bene il titolo di “persona perbene”, ed è proprio per questo che ancora sotto choc non riesce a spiegarsi il perché si un simile gesto. Un attacco gratuito, una bravata natalizia e senza particolari risvolti se non quello di far prendere un grosso spavento al giovane. A confermare l’ipotesi è la manifattura dell’ordigno, creato ad hoc senza grosse difficoltà. E’ infatti toccato agli agenti della scientifica diretti dal vicequestore Paolo Iodice, costatare che la bomba-carta, non è molto diversa da quella utilizzata per i fuochi d’artificio in occasione delle feste ma con una variante. La bomba era esplosa senza mortaio, ed è per questo che lo scoppio è stato più forte ed i danni ancora più efficaci ed ingenti. Un gesto ormai consueto e che in meno di un mese si aggiunge alla lista di altre due esplosioni, che dipingono cosi la cittadina come un vero e proprio centro dove proliferano atteggiamenti camorristici a dismisura. A testimoniare questo è la manifattura della stessa bomba carta fatta esplodere, che creata in modo rudimentale ormai diventa routine alla portata di tutti, permette in tal modo a chiunque voglia di improvvisarsi potenziali delinquenti, anche solo per il gusto di colpire gratuitamente.

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