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"La crisi reale": i problemi delle aziende del territorio

domenica 31 gennaio 2010, di Isabella Esposito


Casalnuovo- Un incontro tutto incentrato sulla crisi aziendale Campana, quello organizzato presso la scuola media Aldo Moro con le rappresentanze di tutti gli stabilimenti che vivono un terribile disagio economico. Una trasmissione ripresa dalle telecamere di Metropolis Tv con la conduzione di Enzo Lamberti per dare spazio a quelle realtà industriali che si alimentano dei lavoratori per poi prosciugare i bilanci aziendali e metterli sulla strada. Il call center Converse-Omnia, l’Ilmas, la Fiat e il Pastificio Russo sono alcune delle realtà presenti sul territorio in cui il lavoro sembra essere stato non solo negato, ma anche non tutelato. Per imprenditori non troppo prudenti nei confronti dei loro assunti, se così si vuol dire, si tratta solo di numeri che vanno via da fabbriche coinvolte nel negativo flusso del mercato. In realtà però, dietro dei numeri vi sono persone che non percepiscono lo stipendio da molti mesi, trovandosi in condizioni così disagiate da non saper cosa mettere in tavola ai propri figli. Centoquarantatre dipendenti a tempo indeterminato della Converse Omnia, che da cinque mesi non percepiscono più la retribuzione. “Speriamo in una nuova commessa da parte di Mediaset Premium” afferma una delle lavoratrici, ma in realtà sembra trovarsi in una situazione a vicolo cieco, dove il Ministero del lavoro lasciandosi fermare dalle numerose pratiche burocratiche, ha permesso una situazione di tale disagio. L’Ilmas, un’azienda del comparto aereonautico che vede centocinquanta dei suoi dipendenti non ricevere alcuna forma di stipendio da ben nove mesi e solo tra poco per loro inizierà la cassa integrazione. Il pastificio Russo che fa perdere ogni speranza ai sessantatre lavoratori della sede di Pomigliano, mentre vede ancora luce quella di Cicciano grazie all’acquisto dell’azienda svenduta da parte di un imprenditore. La Fiat di Pomigliano con l’impresa delle 38 irresistibili tute blu,che sembra essere entrata in un circolo vizioso di tavoli di concertazione. Dopo l’incontro con Fiat e il ministro dello sviluppo economico Claudio Scajola, tutto è stato rimandato alla prima settimana di febbraio per discutere approfonditamente di coloro i quali hanno visto scadere il proprio contratto il 31 dicembre scorso. Storie e parole di politici che s’intrecciano in un’unica serata, dove non sempre sembra possibile farle coincidere. “Nessuno può capire, come ci si può riempire la pancia di chiacchiere?” affermano i lavoratori di fronte ad alcuni rappresentanti della classe politica. “La Fiat incarna l’imprenditoria all’italiana, dopo tutti i soldi che ha ottenuto dal nostro Paese, prima usa i lavoratori e poi li getta” ha affermato in tono ironico e di provocazione l’onorevole Franco Barbato dell’idv, commentando il tavolo al ministero. Mentre guardando all’azienda del comparto aereonautico vi sono più dichiarazioni per mettere in risalto una situazione troppo poco citata rispetto al colosso automobilistico. “Mi sento pienamente coinvolto nell’Ilmas, allora quando ci fu la conversione di Exide pensavo che trasformare l’azienda sarebbe stata una buona opportunità di rilancio economico” afferma l’ex sindaco di Acerra Michelangelo Riemma. Mentre un consiglio comunale ad hoc sembra essere stato fissato dal neo eletto sindaco di Casalnuovo Antonio Peluso: “per decidere il futuro economico del paese e per stabilire che quelle zone industriali restano tali al fine di una ripresa economica futura”. Portavoce dei lavoratori dal punto di vista sindacale, Giampiero Tipaldi (Segretario generale Cisl) e Gerardo Giannone (Rsu- Fim). “Per una volta lasciamo la politica alle spalle e sentiamo pienamente questa situazione” ha affermato l’Rsu-Fim, cercando di solidarizzare gli animi verso un unico obiettivo, la salvezza dei posti di lavoro per i numerosi licenziati disperati del Mezzogiorno. Anche da parte della Chiesa arrivano parole di conforto. “Noi come comunità parrocchiale siamo con voi e questo è bene che voi lo sappiate, tutte le realtà ecclesiastiche del territorio sono pronte ad offrire aiuto” ha sostenuto il parroco del paese don Tommaso Izzo. Ma i lavoratori sono oramai illusi e disillusi. L’esperienza in fabbrica è riportata anche da un operaio Argentino. “Spero solo che l’Italia non sia investita dalla stessa crisi che caratterizzò l’Argentina” ha affermato il giovane sud americano. Intanto e oramai la classe operai aspetta solo una risposta concreta da parte di chi ne ha responsabilità.

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