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Fiat, "un bacino" da cui ripescare i 36 licenziati

sabato 6 febbraio 2010, di Isabella Esposito


Pomigliano d’Arco- Un bacino per i 36 licenziati da cui attingere quando ci sarà lavoro, è quello che avevano proposto i sindacati e la Fiat ha accettato. E’ quanto emerso ieri mattina al tavolo di concertazione presso il ministero dello Sviluppo economico per i 36 licenziati del “Giambattista Vico”. L’azienda automobilistica si dice disponibile ad un accordo definitivo che avverrà solo con un incontro riservato. Nel frattempo le tute blu oramai fuori dallo stabilimento, otterranno ammortizzatori sociali per 12 mesi. Quelli necessari per “riaccompagnarli” poi nuovamente nell’azienda, una volta ottenuta la commessa della nuova Panda. Il piano sembra rispecchiare in pieno l’accordo di Cassino dell’8 gennaio scorso, data nella quale 120 dipendenti dell’indotto sono passati a Fiat tramite bacino che l’ha poi reintegrati pienamente nel complesso industriale. Niente risposte positive invece per i 52 apprendisti, i quali rientrando in quella fascia di età tra i 18 e i 29 anni avevano potuto beneficiare di tale contratto, ma attualmente senza risposte di possibile impiego nell’azienda a fine rapporto, il cui termine è stabilito per marzo 2010. E mentre per Termini Imerese la situazione slitta al 5 marzo, rendendo il tutto più angustiante per i lavoratori sul filo di un coltello, in quanto al futuro dello stesso stabilimento pomiglianese invece, i sindacati nazionali hanno poi stabilito la possibilità di un tavolo solo per il destino del Vico. Vogliono vederci chiaro dato che il passato progetto “nuova Pomigliano” portato avanti dallo stesso amministratore delegato Fiat Marchionne, “a nulla ha portato” così come ha affermato il segretario Fiom Andrea Amendola. Vogliono un vero piano industriale che possa dare certezze alla realtà campana. La trattativa sui 36 viene poi commentata da Giovanni Sgambati, segretario regionale (Uilm) :”E’ molto importante che per la prima volta ci sia un’apertura dell’azienda ai precari. E’ evidente che questi lavoratori non sono figli di un dio minore. La strada e’ comunque in salita. La soluzione e’ ragionevole”. Mentre Gerardo Giannone segretario Comunisti sinistra popolare con tono rabbioso verso la situazione economica pomiglianese afferma: “Faccio appello a tutti i politici impegnati in questa campagna elettorale e a tutti quei sindacalisti che intendono sostenere questo o quel politico sia esso di Destra o di Centro- Sinistra, non usate gli operai Fiat per essere visibili. Ormai è chiaro che c’è un braccio di ferro tra Governo ed enti locali. In questo gioco al massacro gli unici a rimetterci saremo noi operai del sud. la storiella degli incentivi e la chiara dimostrazione che qualcosa si è inceppato tra la politica e il tessuto industriale”. ”Per quanto riguarda gli eco-incentivi, voglio sottolineare che l’eventuale scelta del Governo di non rinnovarli ci trova pienamente d’accordo», ha spiegato in serata attraverso una nota Marchionne. Mantiene il braccio di ferro il colosso automobilistico e dichiara: “La Fiat è in grado di gestire la situazione, sia dal punto di vista economico sia dal punto di vista industriale, anche nello scenario più pessimistico”. Un ciclo nel quale alla fine, aldilà della soddisfazione di vedere applicato l’art.1 della Costituzione ricordato proprio dagli operai in lotta, tutto ricadrà nuovamente sui cittadini attraverso gli ammortizzatori. La nuova ed unica fase dell’economia moderna.

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