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Marigliano, dubbi e perplessità sul Servizio Idrico Integrato

domenica 7 ottobre 2007, di Gabriella Castiello


MARIGLIANO – Trasparenza e chiarimenti sul Servizio Idrico Integrato. Ecco cosa chiedono i cittadini di Marigliano all’amministrazione comunale e alla società ATO3-GORI S.p.A.

Negli scorsi anni la società ha stipulato con la cittadina vesuviana un accordo atto a sostenere il Comune nella gestione del sistema idrico – fognario. Ora, le perplessità, già emerse in sede di Consiglio comunale del 20 luglio 2006, ruotano proprio intorno al suddetto accordo.
I cittadini, che versano al Comune il corrispettivo della fatturazione del consumo d’acqua per l’anno 2006, non sono affatto morosi. Questi, infatti, non solo pagano regolarmente quanto dovuto per contratto all’Ente locale, ma si avvalgono di una modalità di pagamento ammessa dall’accordo stipulato tra il sindaco e la GORI in data 30 maggio 2006.
L’articolo 10 del predetto accordo prevede che “nel caso in cui gli utenti versassero erroneamente ad una delle parti – GORI o COMUNE – somme di competenza dell’altra, la ricevente provvederà a ripetere l’indebito incasso a favore dell’altra parte, legittima beneficiaria, entro l’ultimo giorno del trimestre successivo dall’avvenuto incasso”.
In virtù di tale clausola contrattuale i cittadini di Marigliano, che pagano al Comune la bolletta dell’acqua, potranno essere considerati al più “distratti”, ma non morosi.
L’amministrazione comunale, invece, potrebbe essersi resa responsabile di violazione di norme di legge a causa dell’inosservanza dei dispositivi sulla privacy. Ovvero, L’Ente locale ha trasferito i dati dei contribuenti alla GORI S.p.A. senza consenso dei diretti interessati, in palese contrasto con il disposto dell’art. 23 del Decreto legislativo 30 giugno 2003 n. 196. Per tale decreto “il trattamento di dati personali da parte di privati o enti pubblici è ammesso solo con il consenso espresso dell’interessato”, aggiungendo al punto 3 che “il consenso è validamente prestato se solo è espresso liberamente e specificatamente in riferimento ad un trattamento chiaramente individuato, se è documentato per iscritto e se sono state rese all’interessato le informazioni di cui all’articolo 13” della medesima legge.
Nel caso in esame, non è avvenuta né informazione né consenso da parte dei cittadini.
I cittadini, dunque, rivendicano il rispetto di un contratto mai disdetto con il Comune e la stesura di un nuovo contratto, condiviso dalle parti, in cui siano ben definiti i servizi erogati e l’impegno di spesa dovuto per le prestazioni rese.

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