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Steveme meglio quanno steveme peggio

Il 20, 21, 27 e 28 febbraio, all’Auditorium di Saviano, va in scena la commedia teatrale in due atti di Thomas Mugnano

sabato 13 febbraio 2010, di Ciro Castaldo


Saviano. Quante volte abbiamo sentito i nostri genitori o addirittura i nostri nonni recitare questo antico proverbio? La differenza tra due generazioni che, pur appartenendo a spazi di tempo non lontanissimi tra loro (anni ‘70 ed anni contemporanei), estrinsecano la loro diversificazione totale nelle loro assuefazioni di comportamento, di istruzione, di svago, di lavoro, di tecnologia ma anche di valori morali ed educazione verso la famiglia e la società. Nasce così un nuovo componimento teatrale scritto e diretto da Thomas Mugnano che, grazie alla preziosa supervisione artistica dell’attore Antonio Allocca e all’associazione teatrale I matt...at(t)ori fondata e diretta artisticamente dallo stesso Thomas Mugnano con la competente e valida presidenza di Gennaro Meo, da febbraio esordirà nei vari teatri della Campania. Nella nuova commedia di Thomas, come del resto è avvenuto anche in tutte quelle che l’hanno preceduta, il fulcro della storia si estende a 360° su problematiche che, purtroppo, avvelenano il nostro tran tran quotidiano. Infatti, nell’opera, pur mantenendo per ampissimi momenti l’ilarità e la gaiezza, grazie alle performance e alle gags messe in scena dai vari attori di turno, non si perderanno mai di vista i cospicui ed eloquenti messaggi che l’autore vuole far trasparire dalla sua commedia. Si parlerà, quindi, di ragazzi superviziati e arciprotetti dai genitori, di stupro, di usura, di adulterio, ma il vero ed unico "spot" che l’autore ha voluto evidenziare è rivolto ad una delle piaghe più dolorose ed angoscianti che ci possa essere, una di quelle piaghe che, purtroppo, spesso cristallizza come per magia l’intelligenza di tanti giovani, una di quelle piaghe dove la delinquenza trova inequivocabilmente terreno fertile e cioè la guida in stato di ebbrezza e di stupefacenti che tutti i weekend sulle nostre strade miete vittime. La commedia chiude con un monologo molto toccante e commovente rivolto in prima persona agli spettatori in sala mentre dall’alto cala un telo e viene proiettato un video montato con una serie di collage di moltissimi incidenti mortali e successive testimonianze di coloro che, pur essendosi salvati miracolosamente dalla morte, oggi sono costretti a convivere con una sedia a rotelle. Doppia finalità, dunque, ha questo componimento teatrale, il primo è quello di far passare un paio d’ore di brio al pubblico, il secondo, quello di sensibilizzare i giovani su una tematica che li farà riflettere.

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