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Volla. L’ultimo saluto a Raffaella " Ciao bella bionda...ci mancherai"

venerdì 19 febbraio 2010, di Giovanna Salvati


Volla.La morte di un amico è come la caduta libera di un pino gigante che ti schiaccia, che non ti da il tempo di ragionare, di pensare, di capire ma solo con rabbia chiederti perché proprio a lei. Ed è questo quello che si chiedono gli amici, i familiari, il fidanzato della giovane Raffaella Paolone che l’altro ieri sera ha perso la vita durante uno scontro frontale mentre era a bordo della sua autovettura. Una morte crudele. Una fine brutale. Una tragedia che ha cosi portato via l’immensa vitalità di una ragazza straordinaria. Un sorriso cancellato, quello della giovane Raffaella di appena 26 anni. Davanti una vita da vivere, una vita fatta di mille sogni, di mille giorni in cui lei non vedeva l’ora di tuffarsi, di quei straordinari progetti in cui credeva e per cui tanto stava lavorando ma che ora rimangono li fermi, senza nessuna alternativa. Perché nessuna alternativa c’è alla morte. Un fiore falciato da una morte assurda e cosi feroce. Un sorriso che smetterà ora di sorridere. Aveva appena finito la sua rituale lezione di danza, un appuntamento fisso a cui settimanalmente non mancava. E anche mercoledi sera, puntuale come sempre, si era recata a casa del suo fidanzato per andare di li insieme alla lezione di salsa. Avevano scelto insieme, lei e il suo Gianpaolo, di iscriversi, un po’ per scherzo, un po’ per passione a quel corso. Tante erano le risate che consumavano in pista. E anche quella sera lo spirito di allegria di Raffaella era stato un buon compagno. Insieme avevano danzato per un ora e stavano tornando a casa. Arrivati dinnanzi al cancello del suo “coccoloso”, come Raffaella amava chiamare il suo fidanzato, si erano dati il bacio della buonanotte “ Ti chiamo appena arrivo”. E di li via verso casa. Il tragitto da Volla a Calvizzano, dove la giovane viveva, non era cosi lungo, ma per Gianpaolo quei minuti sono diventati un eternità. Erano da poco passate le 22,30 quando l’autovettura di Raffaella, ha imboccato l’arteria della Circumvallazione. Li lo scontro. Pochi istanti per vedersi un camion catapultato nella propria autovettura. Raffaella procedeva ad un andatura lenta, non amava correre e la velocità la odiava. Era tranquilla al suo volante, quando, per cause tuttora da accertare, la sua macchina è stata travolta da un camion che procedeva sulla corsia opposta. Raffaella ha cosi perso il controllo dell’autovettura che dopo, un metro di corsa folle, si è fermato contro il gardreil. Il camion nel frattempo si è capovolto. Sull’asfalto i segni di ambedue i veicoli che hanno tentato di fermarsi. Meri tentativi che hanno invece chiuso con un tragico epilogo. Il corpo si Raffaella è sbalzato dal lato guida a quello passeggeri. Nessun segno di collusione, un solo colpo, alla testa, fatale per la giovane che, cosi battendo la testa, ha perso la vita. Illeso invece il camionista, che compresa la gravità della situazione si è subito recato fuori dall’abitacolo. Nel frattempo il fidanzato di Raffaella preoccupato del ritardo della chiamata, ha telefonato sul suo cellulare, Tre chiamate prima che qualcuno rispondesse. “Amore” ma dall’altra parte una voce maschile ha spezzato il suono felice della voce del giovane ragazzo. “C’è stato un incidente” avrebbe risposto l’uomo dall’altra parte. In meno di qualche minuto, il giovane si è recato sul posto. E’stato lui il primo a cercare di prestare soccorso a Raffaella. Ma ormai non c’era più nulla da fare. Ogni tentativo di rianimarla, il giovane infatti è un medico, si è dimostrato inutile. Nel frattempo sul posto l’arrivo dei carabinieri e del 118 che non hanno potuto far altro che costatare il decesso della giovane. Una morte assurda a cui gli stessi familiari non riescono a darsi pace. Il suo corpo senza vita, in attesa di autopsia, rimane l’unica certezza per chi invece non riesce a trovare nessun spiraglio di rassegnazione. Raffaella aveva appena 26 anni, campionessa di pattinaggio su rotelle, era innamorata della vita e la sua vitalità era la grinta per chiunque le stava intorno. Insegnava pattinaggio in una scuola al Vomero,ed una che da poco aveva inaugurato a Volla, i bambini erano tutta la sua vita e con il fidanzato tanti erano i progetti messi in campo. Progetti sfumati, come la sua vita, cosi breve ma intensa, che rimane ora nel ricordo nitido e chiaro dei suoi amici che in coro le urlano “Ciao bella bionda … sarai il nostro angelo per sempre!Ti vogliamo bene!”. Domani mattina alle 11 l’ultimo saluto nella cittadina di Calvizzano. Da oggi sarai l’angelo più bello del cielo e da lassù non smettere mai di darci la forza di andare avanti.

Messaggi

  • Cara Giovanna,le Tue parole sono come un pugno nello stomaco. A leggere questa triste storia si fa fatica a trattenere le lacrime,stringendo i denti viene da urlare :PERCHE’!? , perchè succedono queste tragedie? ,è una maledizione o ci sono delle precise responsabilità? , è mai possibile che nella nostra terra si debba vivere e morire in questo modo?
    Quante domande, non sò se Tu da professionista dell’informazione puoi aiutarci a capire,a dare un senso a questa cosa.
    Siamo nel 2010,dall’altro parte del pianeta ( in Cina ) costruiscono autostrade larghe sei corsie e fanno viaggiare i treni a livitazione magnetica,mentre noi da trent’anni viaggiamo su di una strada progettata negli anni cinquanta e ancora non finita,una strada dove poche settimane fa sono morte 4 persone in due giorni!
    Mi domando: quando ci fermeremo a riflettere che tutto ciò è una follia?
    Oggi siamo qui a ricordare questa ragazza, ma quanti articoli come questi serviranno ancora per mettere fine a questa tragedia?,perchè lo sappiamo tutti la storia non è finita,domani il circo riprenderà e sotto a chi tocca,come una grandissima roullette russa.
    Chiedo scusa per la durezza delle mie parole,ma è venuta l’ora di dire BASTA! di ribellarci,quella strada è dell’ANAS quindi della Regione Campania e fra qualche giorno le nosttre case saranno inondate da migliaia di aspiranti consiglieri,cominciamo a chiedere conto delle cose non fatte e delle cose da fare. Giusto per non passare anche per fessi.
    Desidero fare attraverso questo giornale le mie più sentite condoglianze alla famiglia e a tutte le persone che conoscevano Raffaella.Esprimo un pensiero anche a tutte le altre vittime della SS268.
    MIMMO RUSSO

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