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Boscoreale: Il sindaco Langella a Bruxelles per discutere della discarica di Terzigno

martedì 23 febbraio 2010


Si sposta a Bruxelles, al Parlamento Europeo, la questione collegata alla realizzazione della seconda discarica rifiuti nel Parco Nazionale del Vesuvio, ex cava Vitiello. Gennaro Langella, sindaco di Boscoreale, si recherà domattina nella capitale belga per affrontare, in sede Comunitaria, la faccenda discarica rifiuti di località Pozzelle di Terzigno, che per gli effetti del recente D.P.C.M., e stante alle linee guida per la gestione dei rifiuti in Campania deliberate dalla giunta regionale lo scorso 5 febbraio, dovrebbe ospitare ulteriori 3.500.000 tonnellate di rifiuti.
“Prospetterò ad una delegazione di parlamentari europei – ha spiegato il sindaco Langella- la gravissima situazione in cui versa l’intera area vesuviana per la scellerata scelta di riaprire ben due discariche di rifiuti nel cuore del Parco Nazionale del Vesuvio. Illustrerò – ha aggiunto il Sindaco- anche gli ultimi atti adottati dal consiglio comunale, chiedendo, in sede comunitaria, un intervento a tutela del diritto alla salute della popolazione vesuviana. Pur se amareggiato - ha concluso Gennaro Langella- per la gravità di quanto accaduto in occasione della visita del ministro Mara Carfagna, che era stato invitato a Boscoreale anche per affrontare la vicenda discarica, continua la nostra azione in sede politica per cercare soluzioni per la nostra comunità”.
La vicenda, le cui proteste, lo scorso 13 febbraio, in occasione della visita del ministro per le pari opportunità Mara Carfagna, degenerarono nell’assedio della casa municipale, con conseguenti otto denunce a carico di manifestanti, è stata dibattuta, unitamente ai rappresentanti dei comitati civici, in occasione del consiglio comunale dello scorso 18 febbraio. In tale occasione, il parlamentino locale, presieduto da Carmine Sodano, votando unanimemente una mozione, deliberò: la netta contrarietà all’emanato D.P.C.M. (Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri) che prevede l’apertura della seconda discarica rifiuti nel Parco Nazionale del Vesuvio, ex cava Vitiello; l’opposizione alla delibera di Giunta Regionale n°75 del 5.2.2010, nuove linee guida per i rifiuti in Campania, che prevede la delocalizzazione di ben 3.500.000 tonnellate nella discarica di Terzigno, a fronte di poche centinaia di migliaia di tonnellate previste per altri siti; l’impugnativa dei predetti atti in tutte le sedi giudiziarie; di formulare espressa richiesta alle autorità nazionali e regionali competenti di voler tempestivamente rivedere le scelte operate, al fine di ridistribuire in modo più equo il conferimento dei rifiuti in Campania.

Messaggi

  • Le dieci domande allo Stato Italiano dell’aspirante cittadino vesuviano in lotta.
    1. Chi sono i Comuni che attualmente stanno portando i loro rifiuti nella discarica di Terzigno?
    2. Come viene gestita in questi Comuni la raccolta dei rifiuti?
    3. Quali e quanti rifiuti vengono scaricati giornalmente da ogni singolo Comune nella discarica di Terzigno?
    4. Chi controlla la tipologia dei rifiuti negli autocompattatori?
    5. A quanto ammontano le quantità delle varie tipologie di materiali recuperati con la raccolta differenziata per ogni singolo Comune, quanto viene ricavato da questi materiali riciclati e come viene restituito ai cittadini?
    6. Perché non sono stati realizzati impianti di compostaggio nella Regione Campania?
    7. Perché in tutti questi anni di emergenza rifiuti non sono state realizzate dal Commissario Straordinario di Governo le piattaforme ecologiche in tutti i Comuni inadempienti?
    8. Perché i Commissari prefettizi che hanno sostituito le Amministrazioni Comunali sciolte nei comuni vesuviani, vedi Boscoreale, non sono stati rimossi e sanzionati quando non hanno fatto nulla di efficace per la raccolta differenziata, mentre invece erano attentissimi e scrupolosi a portare a compimento tutte le opere pubbliche appaltate dall’Amministrazione sciolta?
    9. Perchè è stato deciso di aprire una prima e poi una seconda mega-discarica nel Parco Nazionale del Vesuvio, dove non si può raccogliere neanche il muschio del presepe o fare un recinto per le galline?
    10. Perché i Comuni che non fanno la raccolta differenziata possono, dietro pagamento di maggiori oneri, avvelenare l’ambiente dove vivono le popolazioni alle falde del Vesuvio, e non trattengono invece sul loro territorio il tal quale?

    Fino a quando non si avranno risposte concrete e non si porrà rimedio al grave disastro ambientale deciso dal Governo e da tutte le altre Istituzioni, l’aspirante cittadino vesuviano in lotta diserterà le urne elettorali.

    Vedi on line : Le dieci domande allo Stato Italiano dell’aspirante cittadino vesuviano in lotta.

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