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Somma Vesuviana, l’inutilità delle vidocamere cittadine contro il crimine

mercoledì 24 febbraio 2010


Somma Vesuviana. Un inseguimento che ha portato al recupero di un’automobile rubata. Da questo episodio bisogna partire per comprendere quale sia lo stato d’allerta e di attenzione che regna nella stazione dei carabinieri di Somma Vesuviana. Il fatto è avvenuto nella notte tra lunedì e martedì. Erano da poco passate le 2 quando una pattuglia degli uomini dell’Arma ha incrociato una Lancia y in via Cupa di Nola. I carabinieri hanno invitato l’autovettura ad accostare per i controlli di routine, ma chi si trovava al volante ha ingranato la marcia ed è fuggito via. A quel punto è partito l’inseguimento che si è concluso in un vicolo cieco con il malvivente che è riuscito a sfuggire alla cattura, ma con l’auto, risultata rubata qualche giorno fa a San Giuseppe Vesuviano, recuperata. L’operazione ha riportato in auge il dibattito cittadino sulla criminalità che di notte allunga il suo spettro sulla cittadina sommese. Criminalità specializzata soprattutto nei furti negli appartamenti. Questi ultimi sarebbero stati una trentina dall’inizio dell’anno. Non molti, se si considera la media di uno ogni circa mille abitanti, ma comunque un numero elevato per una cittadina che rappresenta, dal punto di vista della sicurezza urbana, una mosca bianca nel panorama dell’area vesuviana. I carabinieri della locale stazione, guidati dal maresciallo Raimondo Semprevivo, stanno tentando di arginare il fenomeno. Difatti nelle ultime settimane finiti con le manette ai polsi quattro topi d’appartamento. Due italiani, l’ultimo dei quali un ercolanese sorpreso in flagranza di reato, e due stranieri. Ma quali sono i motivi che rendono difficile l’individuazione dei malviventi da parte delle forze dell’ordine? Innanzitutto la vastità del territorio sommese che ha nelle periferie il centro nevralgico dei reati nelle case. E poi l’isolamento nel quale operano i carabinieri. Infatti, a ben vedere, i sistemi di sicurezza sommesi fanno acqua da tutte le parti. In primis le telecamere di sicurezza sulle cui riprese dovrebbero vegliare i vigili urbani. Di undici ne funzionano solo quattro di cui una, paradossalmente, a Via Aldo Moro è coperta dalle foglie di un albero. Così, in un anno di mal-funzionamento, le videocamere non sono state utili a risolvere alcun caso di criminalità sul territorio sommese.


Ci è giunta più di una segnalazione su casi della cosiddetta "truffa dello specchietto" a Somma Vesuviana. Ai cittadini si raccomanda di prestare la massima prudenza e di denunciare o quantomeno avvisare i carabinieri se coinvolti in casi del genere.
La Redazione

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