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Pomigliano. Cioffi: "Al Comune punteremo alla meritocrazia".

Pomigliano. Il candidato sindaco di “Città Bene Comune” spiega i suoi programmi a partire dalla giustizia sociale

giovedì 4 marzo 2010, di Isabella Esposito


Pomigliano d’Arco. Inizia la campagna elettorale verso le
amministrative. Salvatore Cioffi è uno dei sei candidati a sindaco per
il Comune di Pomigliano per la lista civica “Città Bene Comune”.
Una scelta particolare la sua, maturata dopo discusse, ma vane
possibilità di riunire l’ala della Sinistra alternativa al Partito
democratico uscente. Trentasette anni, direttore logistico di
un’azienda di autotrasporti, vive fin da quand’era bambino nell’ambito
cattolico, e sorridendo rivela: “Sono cresciuto nella Parrocchia di
Santa Maria del Rosario”. Da qui probabilmente la decisione di
muoversi in queste elezioni dimostrando soprattutto il rispetto per
gli altri “competitori”. “Ho fondato questa campagna sul principio del
rispetto verso gli altri candidati a sindaco”, afferma Cioffi, “per
questo ho ritenuto necessario dare il mio in bocca al lupo a tutti
telefonicamente prima di cominciare”.
All’inizio le alleanze per lui si erano prospettate diverse, ma ora
non vuole parlare della mancata unione con la Federazione della
Sinistra, che in queste amministrative ha proposto un proprio
candidato rispetto a quella unione con “Città Bene Comune” che si era
avanzata fin dal principio. “Proprio perché voglio utilizzare il
rispetto non partiamo dai motivi di divisione, ma dalle necessità di
cui soffre questa città” motiva Cioffi. “Vorremmo innanzitutto partire
con un censimento culturale e professionale, anche perché solo così
capiremo come spendere le nostre energie e come utilizzarle” rivela il
neocandidato spiegando nei dettagli il suo programma. “Ciò che può
definirsi comune conduttore di tali idee è sicuramente la giustizia
sociale” aggiunge, “ovvero la reale e concreta realtà di offrire a
tutti le stesse possibilità in ogni campo, lo stesso punto di
partenza”. La meritocrazia osservata nell’ottica di un uomo dalla
mentalità economica. Quella stessa che in economia viene definita come
libera concorrenza con perfetta informazione per tutti gli agenti, in
questo caso i cittadini. “Per poter realizzare ciò andremo avanti
attraverso comitati di controllo, comitati di periferia per la
riqualificazione attiva dei processi produttivi” continua Cioffi. Ci
tiene ad utilizzare “noi” come soggetto e non “io”, evidenziandolo più
volte e sottolineando che “utilizzo noi perché siamo un movimento
pertanto siamo costituiti da tante anime, anche se loro hanno visto in
me a quanto pare, colui che poteva sintetizzarle”. Più volte richiama
“l’attenzione agli ultimi per permettere anche a loro di ottenere la
possibilità di raggiungere i propri obiettivi”. Non preannuncia
possibili alleanze in caso di ballottaggio, ma si limita a dichiarare
“abbiamo necessità prima di ascoltare i programmi degli altri
candidati, non vogliamo partire da presupposti politici ma da idee
concrete e poi si vedrà, intanto crediamo nella nostra lista”. Anche
la questione Fiat è necessaria da mettere ai punti all’ordine del
giorno nel marasma politico della competizione elettorale. Su questa
Cioffi dice: “ Il problema Fiat è da rintracciare sia nel pubblico che
nel privato: per ciò che concerne il primo è giusto finanziare
parzialmente un tessuto privato, ma c’è necessità di bilanciare questo
con produzione sul nostro territorio. Per ciò che invece riguarda il
privato le idee delle politiche economiche che si sarebbero dovute
mettere in campo dovevano essere più lungimiranti per evitare di
giungere a questa conclusione”. La propaganda va avanti per i
candidati, così come per i cittadini si prosegue per la ricerca del
miglior programma offerto, aldilà dei nomi in lizza.

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