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Pomigliano. Il confronto tra i candidati lo organizza il parroco

sabato 6 marzo 2010, di Isabella Esposito


Pomigliano d’Arco- “Mediazione e dialogo tra ideali e realtà concrete, che permettano il raggiungimento del fine ultimo della politica”. E’ questo l’obiettivo del confronto fra i sei candidati a sindaco che don Peppino Gambardella assieme all’osservatorio politico ha fissato per il 12 di questo mese alle ore 19. Salvatore Cioffi per “Città Bene Comune”, Luca Errico per “Movimento civico a cinque stelle”, Onofrio Piccolo con la coalizione di centro-sinistra, Felice Romano per la “Federazione della sinistra”, Raffaele Russo con la coalizione di centro-destra e Franco Vigorita con “Pomigliano città aperta”: queste le sei personalità protagoniste invitate al dibattito. La Parrocchia di San Felice in Pincis nella grande attenzione prestata ai temi sociali si attiva anche per quelli politici al servizio della comunità. “Sul futuro sindaco ricadrà l’onore di guidare la nostra città nei prossimi anni e la direzione in cui essa evolverà dipende” ha sostenuto l’Osservatorio, “soprattutto dal modo in cui, in questa fase pre-elettorale ed una volta eletti, vi confronterete con tutti gli attori locali e vi saprete porre per costruire una convivenza autentica, basata sull’amicizia civile e sulla fraternità”. Sei i punti all’ordine del giorno su cui ci si focalizzerà. L’attento esame della povertà dilagante e il modo in cui il comune di Pomigliano deciderà di rivolgersi a favore dei servizi sociali per i nuovi bisogni emergenti. Quali siano le azioni previste per combattere il racket. Politiche ambientali per un reale impegno rivolto alla raccolta differenziata e all’acqua come bene pubblico. E ancora. Cosa si pensa di creare nelle aree dimesse per la rivalutazione delle stesse. L’impegno verso il lavoro che possa guardare ad uscire dalle prestazioni a “nero” così tanto diffuse. Ed infine cosa ne pensano della possibile nascita del Difensore civico per il vero interessamento alle cause portate avanti dai cittadini evitando di passare per logiche di partito. Tutto ciò attraverso la partecipazione del singolo offre secondo gli organizzatori dell’Osservatorio “il compito ed il mandato di scegliere l’area politica ed il partito in cui maggiormente possa ritrovare quei principi e quegli ideali aderenti al messaggio di fraternità evangelica da disseminare nella società e nella difficile battaglia per non separare l’etica e la politica” contro possibili fini privati ed individualistici. E’ forte il monito rivolto ai candidati a primo cittadino: : “l’essere cristiano non può essere un abito che si può togliere entrando nell’aula di un Consiglio Comunale o di una sede di Partito”! Ed è per questo che la Parrocchia in questione ha la volontà di sottolineare in maniera inderogabile “aspetti irrinunciabili, insieme ad alcune proposte concrete, quale contributo alle scelte per il futuro della nostra città in questa tornata elettorale”. Al centro dell’appello l’irrinunciabile necessità di “non sottovalutare il rispetto per la persona umana” per puntare “occasioni di lavoro “pulito”, da logiche non clientelari, da organi consiliari che mettano alla base del loro agire e delle loro decisioni la trasparenza e l’informazione capillare in modo da rendere i cittadini attivi” ha dichiarato l’Osservatorio. Un dibattito che andrà evolvendo nella necessità di chiarire le idee ai cittadini votanti.

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