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Pomigliano, E’ con De Luca che il Pd inaugura la campagna elettorale

domenica 7 marzo 2010, di Isabella Esposito


Pomigliano d’Arco- Un arrivo trionfante quello del candidato alla Presidenza della Regione Vincenzo De Luca, per l’apertura della campagna elettorale del Partito democratico. Completamente pieno il Teatro Gloria, sia in platea che in Galleria. Arriva fra la gente De Luca seguito dal neocandidato a consigliere regionale e comunale Michele Caiazzo, Antonio Della Ratta, sindaco uscente ricandidato come consigliere comunale e Onofrio Piccolo, proposto dal Pd a possibile futuro primo cittadino in queste amministrative. La presentazione è affidata a Giovanni Maria Pacchiano, giovane consigliere uscente e ad Antonio Mattiello coordinatore dei Giovani democratici.. Presenti diversi operai del "Gian Battista Vico" al centro della platea per capire cosa la politica abbia ancora voglia di offrire al mondo dei lavoratori. Una delegazione delle tute blu è poi salita sul palco a leggere una lettera di augurio per De Luca, oltre a illustrare allo stesso le numerose difficoltà nel mondo operaio. "Bisogna ragionare prima su un possibile piano industriale per questa fabbrica perchè solo così potremo ragionare su una realtà che vive" ha sostenuto Onofrio Piccolo. "Cercherò di ricoprire bene questo incarico se me ne darete la possibilità" ha continuato lo stesso.Le parole di Piccolo cercano di incontrare gli spettatori elettori, soprattutto quando egli si sofferma "sul senso di unità che bisogna ritrovare e ricostruire", ma l’attesa è tutta incentrata su De Luca. "Ho misurato le difficoltà della gente e ho riflettuto sull’incapacità di questo governo di comprenderle" ha dichiarato De Luca aprendo il suo discorso, riferendosi agli operai. "I problemi sembrano non appartenere a questo governo" ha sostenuto il leader del pd regionale. Sguardo attento diretto alla platea, tono di rabbia verso i problemi della Regione e dello Stato, timbro della voce caldo accompagnato da tanto di mano a mò di oratore con una concentrazione simile a quella di un musicista, che sbatte il piede in terra a ritmo di battute. E’ così che si presenta ai pomiglianesi De Luca. "In Campania voglio cambiare tutto, voglio fare una rivoluzione, voglio donne, uomini e giovani capaci ancora di sentire gli ideali di un vero partito, altrimenti non ne valeva la pena candidarsi" ha sostenuto. Parla di libertà, il candidato a governatore. "Lascio dietro di me uomini liberi, voglio che tutti voi alziate il capo quando camminate per strada, siate uomini e donne con dignità senza protettori, nè padroni, questa è la vera rivoluzione" ha inneggiato. Parla di "un piano per l’artigianato, che possa far ritornare i giovani ad indirizzarsi verso la camiceria maschile, verso la ceramica e tante altri arti abbandonate a sè stesse". Parla di "lotta al precariato, con proposte lavorative per tutti i laureati per sei mesi, senza differenze, con retribuzioni di 500 euro per le spese". Punta il dito contro due possibili realtà imminenti ovvero: "dico no al nucleare e alla privatizzazione dell’acqua". E’ chiaro, non cita mai il nome del suo avversario politico, ma si limita a definirlo come "il colui che voi sapete". "Questa è l’ultima occasione che abbiamo, non ce ne sarà un’altra, questo è l’ultimo treno, perchè dopo non ci sarà più la stessa energia e la stessa volontà per continuare a crederci" è cos’che De Luca ha terminato. Le luci si sono spente, è sceso fra la gente così come era arrivato e il silenzio è calato per iniziare questa campagna elettorale che come egli stesso ha affermato "non si fermerà al giorno delle elezioni".

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