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Pomigliano, Un corteo in tutta la città per don Peppino Diana

venerdì 19 marzo 2010, di Isabella Esposito


Pomigliano d’Arco. “Per amore del mio popolo non tacerò” : queste le
parole di don Peppino Diana. Queste le parole che hanno dato il titolo
all’iniziativa con la quale lo si è voluto ricordare il suo
sacrificio. Una manifestazione che si è svolta ieri mattina ed ha
coinvolto tutte le scuole di Pomigliano e associazioni nazionali come
“Libera” e “Fai: Federazione antiracket italiana” e di quelle
pomiglianesi come “l’associazione anti racket” che conta già ben 40
iscritti. Promossa dall’Osservatorio San Felice in Pincis, l’opera
portata avanti con il sostegno del parroco don Peppino Gambardella, si
è fatta promotrice “di un percorso di legalità e di maggiore
consapevolezza per tutti i cittadini” come ha sempre sostenuto il
sacerdote. Ed è stato proprio questa l’ultima tappa. Il sacerdote
vittima della camorra casertana, è diventato il simbolo dei tanti cori
e dei tanti striscioni che gli studenti hanno gridato e esibito fra le
strade della cittadina. Partiti da via Ponte, hanno proseguito per via
Roma, via Napoli e ancora Piazza Primavera, Piazza Mercato per fare
l’ultimo step nel Teatro Gloria. Qui i giovani hanno mostrato al
pubblico i propri lavori su don Peppino Diana, sul valore della
legalità portata avanti a partire dalla denuncia del “bullo”. “Abbiamo
capito quanto sia importante il superamento dell’omertà” hanno
dichiarato alcuni dei bambini dal palco. Filmati, balli e danze nel
ricordo di chi, come hanno riflettuto i ragazzi dal palco, “ ha dato
la vita anche noi”.
Alla manifestazione hanno partecipato il prefetto Alessandro Pansa, il
quale ha affermato rivolgendosi ai bambini in sala: “ E’ importante
che voi pretendiate la legalità da tutti, è un vostro dovere ma
soprattutto un vostro diritto contro ogni forma di criminalità
organizzata”. Quella stessa che il prefetto ha definito come “un
parassita che succhia dalla società la linfa vitale”. Presenti anche
il primo cittadino uscente Antonio Della Ratta e il presidente FAI
Tano Grasso. “Solo l’unione può davvero rendere liberi tutti noi,
l’unione per combattere il sentimento della paura” ha dichiarato
Grasso, “ quel sentimento che è proprio dell’uomo ma che ha necessità
di essere superato perché crea solo la sottomissione e quindi una
legittimazione alla mafia stessa”. I giovani hanno poi, vivendo il
momento come se don Peppino fosse in mezzo a loro, gli hanno rinnovato
una promessa: “Saremo noi i tuoi testimoni coraggiosi”.
La giornata si è conclusa con destinazione Casal di Principe, per una
delegazione che ha voluto assistere alla S.Messa in ricordo di don
Peppino, presso la stessa chiesa di San Nicola nella quale il
sacerdote fu ucciso dalla camorra.

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