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Circolino Vesevo, un dibattito pubblico con i candidati del collegio per il Pd

venerdì 12 ottobre 2007


SOMMA VESUVIANA. Riceviamo e pubblichiamo la nota del coordinatore di POLIS, Nello Tuorto, sulla manifestazione politico- elettorale in programma alle ore 19.00 di oggi in piazza Filiberto n.39.

Più volte ci è stato detto, ci siamo detti ed abbiamo affermato che il PD è un partito nuovo e non un ennesimo nuovo partito… e che dovrà segnare un punto di svolta, tra ciò che è stata ed è attualmente la pratica politica - ambiguità, intrighi, correnti, giochi di potere, personalismi… - e ciò che invece vogliamo, ci auguriamo, speriamo fortemente, che essa diventi!
Abbiamo risposto ad un appello lanciato con entusiasmo dai recenti Congressi nazionali di DS e Margherita, dove, con l’approvazione del Manifesto del Partito Democratico, venivamo invitati a partecipare alla costruzione comune del nuovo soggetto.
Dal Manifesto del PD era ben chiaro che la spinta aggregativa della nuova formazione politica dovesse partire “dal basso” ed essere partecipativa, non certamente dirigista e pilotata dall’alto; che l’idea di sviluppo dovesse essere inclusiva e sostenibile e non fondata sul massimo profitto o sulle speculazioni; che i processi di crescita dovessero essere pur agevolati, ma verificandone costantemente i risultati, monitorando l’efficacia e l’efficienza degli stessi processi; che la selezione della classe dirigente dovesse essere fatta tra i più capaci, i più affidabili e competenti… e non tra i più fedeli e obbedienti al capo di turno; prevedendo inoltre un certo ricambio ed un massiccio ingresso di nuove generazioni e di creatività femminili… Per raggiungere questo ideale di partito, anche a Somma, risulta ben evidente che serve un radicale cambiamento nel modo di concepire e praticare la politica. E saranno proprio le elezioni primarie di domenica prossima ad indicare, in qualche modo, quelle persone che dovranno condurre e realizzare tale radicale cambiamento, tale profonda trasformazione. Altrimenti, quale sarebbe la novità di cui si sta parlando?
La partecipazione di più candidati alla funzione di Segretario nazionale e regionale del PD è certamente sintomo di pluralismo e garanzia di democrazia. Tuttavia, specie in ambito locale, le liste per le Assemblee costituenti, tanto più bloccate, rischiano di alimentare il correntismo e di generare cruenti conflitti tra verticistici “gruppi organizzati di potere”. Questi sono i peggiori vizi che hanno corrotto e ridotto a frammenti sparsi i due maggiori partiti promotori del progetto. Di certo si tratta di limiti dannosi per lo stesso progetto ed estranei alla domanda di innovazione politica alzata ormai a gran voce dagli elettori dell’Ulivo.
Il Partito Democratico non può essere la somma dei DS e della Margherita, ma sarà evidentemente il partito delle centinaia di migliaia di cittadini che si porteranno ai seggi domenica prossima, sarà il partito di chi vuole partecipare alla costituzione di una nuova e grande realtà politica innovatrice, riformista e di massa. Lo scopo di POLIS è fare coesione intorno al progetto originario del nuovo soggetto politico rappresentando e promuovendo la libera partecipazione dei cittadini a questo processo di formazione del Partito Democratico.
Pertanto tutti i candidati sono meritevoli di sostegno. È del tutto sterile e improduttivo alimentare conflittualità destinate poi inevitabilmente a ricomporsi dopo il 14 Ottobre. POLIS ha preferito non esprimere propri candidati, perché ritiene che tutti i candidati, nelle varie liste, possano rappresentare il nostro movimento degnamente, qualora si attesteranno però, sugli ideali, sui valori e sui principi ispiratori del nuovo partito. Per queste ragioni stiamo promuovendo per Venerdì 12 Ottobre alle ore 19:00, presso il Circolino VESEVO, in piazza Filiberto 39, un pubblico dibattito con tutti i candidati sommesi alle primarie del PD, affinché ciascuno di essi abbia la possibilità di proporsi con la propria personale visione politica, con la propria tonalità, con il proprio particolare temperamento, con i propri accenti, che rifluiscano però, pur sempre, nell’ambito comune del Partito Democratico, così come è stato proposto sin dall’inizio, nel Manifesto costituente.

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