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S.Anastasia. Il candidato sindaco parla del ballottaggio, dei programmi e di possibili alleanze

Esposito (Pdl): “Nessun apparentamento, resto coerente”

venerdì 2 aprile 2010, di Gabriella Bellini


Sant’Anastasia. “Non mi apparento con nessuno, per una questione di coerenza e continuità con quello che ho detto fin dal primo giorno della campagna elettorale”. Carmine Esposito, candidato sindaco del centrodestra sgombra il campo da qualsiasi dubbio riguardo eventuali apparentamenti in vista del ballottaggio. “Non dirò che Paolo Esposito o Carmine Capuano sono buoni (riferendosi agli aspiranti primo cittadino che non sono passati al secondo turno, ndr), ma se dai partiti che rappresentano verrà una riconsiderazione delle cose che proponiamo e potremo valutare insieme una soluzione ai problemi del paese allora discuteremo, ma mai di posti in giunta e se questo significherà la sconfitta, allora perderemo. Io non condivido la legge che permette l’apparentamento, non è l’esaltazione della democrazia, ma siccome esiste sappiamo che dobbiamo confrontarci con tutti. Per noi, però, è giusto che in Consiglio ci vadano 12 nostri consiglieri che hanno condiviso fin dall’inizio il percorso politico fatto insieme, poi partendo da questo possiamo confrontarci sui fatti con Paolo Esposito, con Capuano non credo, Carmine Pone (sindaco uscente, ndr), non ci voterà, non credo al suo consenso neanche se lo vedessi votare nella cabina elettorale, ma nell’Udc ci sono stati candidati bravi che possono darci una mano, uno l’ho già incontrato”. Ma come si fa a lavorare insieme sui progetti, con chi non è passato al secondo turno, se poi non potranno amministrare attraverso un assessorato? “Siamo abituati che la giunta sia il luogo della gestione politica è una sciocchezza”, spiega, “perché il vero luogo deputato a questo è il consiglio comunale, in giunta ci sono gli assessori che sono il braccio operativo del sindaco,ma è il Consiglio, che rappresenta tutti i cittadini, la sede dove si possono trovare le convergenze e le soluzioni possibili per il bene comune”. Riguardo a quello che intende fare, una volta eletto, Esposito non ha dubbi: la rivisitazione dei limiti della legge sulla zona rossa, gli incentivi al commercio e allo sviluppo economico, le politiche giovanili, senza dimenticare neppure la criminalità, anzi a riguardo ha già anche la persona giusta alla quale rivolgersi. “Abbiamo ottenuto consensi perché abbiamo rinnovato le liste e ci siamo occupati di problemi che stavano già nella testa della gente”, aggiunge il leader del centrodestra, “evitando certi grandi personaggi nelle liste potevamo non arrivare al ballottaggio e ora rischiamo di perdere senza apparentamento, se così fosse perderemo con grande dignità. Il Comune non dà posti di lavoro ai giovani, ma può accompagnarli con le giuste informazioni verso le diverse opportunità di lavoro ecco perché pensiamo alla creazione di una cittadella dei giovani nell’ex macello, dove allocare una biblioteca telematica, un Centro di orientamento che accompagni i ragazzi verso le giuste scelte di studio o lavoro. C’è poi una candidata anastasiana che si è distinta alle regionali, Rosaria Fornaro (de La Destra, prima dei non eletti del suo partito, ndr) una ragazza impegnata in prima persona nella lotta alla criminalità e al racket. Con lei potremmo lavorare guardando alla formazione dei giovani, non so ancora in che ruolo, perché della composizione della giunta si parlerà soltanto dopo che abbiamo visto i risultati del ballottaggio. La delinquenza è un problema che esiste a Sant’Anastasia e un amministratore se ne deve fare carico”. E un ultimo pensiero Esposito lo rivolge anche a chi lavora a Palazzo Siano: “Se i dipendenti comunali non capiranno che devono sposare il programma al 100% e non smetteranno di essere ostili, ma si decideranno ad accompagnare nelle loro richieste le persone che si rivolgono al Comune, arriverò a licenziarli e se questo non fosse possibile, li metterò in un posto dove non potranno nuocere. Attualmente il municipio è una struttura dove il personale non risponde alle esigenze della gente, i dipendenti comunali devono smetterla di sentirsi amministratori del paese, loro sono operatori della politica e chi non si sente parte integrante del programma sarà fuori dalla gestione amministrativa. Loro sanno (il candidato sindaco è stato assessore negli anni ’80, ndr) che quello che dico lo mantengo”.

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