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S.Anastasia. Il candidato sindaco del centrosinistra spiega le ragioni del mancato apparentamento in vista del ballottaggio

Barone (Pd): “Nessun accordo, devo garantire governabilità”

domenica 4 aprile 2010, di Gabriella Bellini


Sant’Anastasia. Coerenza e governabilità, le due ragioni che spingono Giovanni Barone, candidato sindaco del centrosinistra, a non ufficializzare nessun apparentamento. Salvo, infatti, sorprese pasquali, (il termine per gli apparentamenti scade stamattina alle ore 12) né lui né Carmine Esposito stringeranno questo tipo di accordo con gli altri aspiranti sindaco rimasti esclusi dal ballottaggio. Apparentamento no, però non si escludono altri accordi di natura esclusivamente politica. Ma a spiegare nel dettaglio il concetto è stato lo stesso Barone nel corso di un incontro che si è tenuto ieri nel suo comitato. “Abbiamo detto sin dal pomeriggio in cui sono arrivati i risultati elettorali che non ci saremmo apparentati”, spiega, “abbiamo detto allora che avremmo discusso, invece, da un punto di vista programmatico e politico, e se escludiamo la possibilità che ci offre la legge elettorale è per rimanere fedeli a due principi che sono stati alla base della nostra campagna elettorale: coerenza e governabilità. La coerenza che ci impone di mantenere le cose dette e mantenere la nostra identità, e la governabilità viene dal non allearsi pur di vincere. Abbiamo fatto tutti l’esperienza dell’immobilismo degli ultimi anni dell’esecutivo di centrosinistra che ha penalizzato il paese, allora la responsabilità del consiglio comunale era evidente così come lo è stata la recente esperienza del centrodestra fino ad arrivare alle elezioni anticipate. Si può discutere di convergenza su questioni amministrative, non si può escludere di inserire nel progetto uomini provenienti da altre compagini se sono competenti e la loro storia evidenzia l’impegno nella vita pubblica e sociale del paese. Sono ipotesi che non devo valutare da solo, ma con la mia coalizione però non le escludiamo a priori, neppure però ne siamo certi a priori. Certo è che nessuno dei giovani delle mie liste si dispiacerebbe di non entrare in consiglio comunale in caso di apparentamento ed è una grande conquista. Per me che sono un vecchio politico sarebbe stato facile sedermi ad un tavolo e discutere di assessorati, ma non l’ho fatto per rispetto dei valori della politica in cui crediamo”. A proposito di futura giunta in caso di vittoria le idee di Barone sono chiare: “Non comunicheremo l’eventuale giunta prima del voto e non per motivi tattici, ma per motivi strategici. Quello che è certo è che c i saranno dei giovani. Vogliamo poter disporre di quanto più tempo è possibile per poter scegliere il meglio per la nostra città. Abbiamo la voglia di ribaltare le sorti di Sant’Anastasia, noi affondiamo la nostra storia nel terreno che abbiamo coltivano con anni di buon governo e lo dimostreremo. il candidato sindaco del centrodestra dice che con noi si ritorna al Medioevo, non voglio fare polemica, ma posso dirgli che noi non abbiamo bisogno di dire le cose, noi le dimostriamo. Il suo modo di amministrare negli anni ’80 ci ha lasciato nel Medioevo, di lui per venti anni abbiamo sentito parlare, ma non l’abbiamo visto perché aveva impegni di ordine personale. Ci interessa invece che la gente sappia della nostra coerenza, della nostra progettualità”. Riguardo, poi, il tema “caldo” della zona rossa, aggiunge: “Bisogna stare attenti che la politica del fare non nasconda quella dell’affare, non credo che nessuno lo abbia in cuore, ma bisogna comunque stare attenti. Per esempio, non escludiamo a priori la ridefinizione della zona rossa, se dovessimo vincere guarderemmo la legge, che alla Regione è stata votata da centrodestra e centrosinistra, e valuteremo attentamente, se dovessimo essere all’opposizione e il caro amico Carmine dovesse portare avanti questa battaglia noi staremo attenti al verificare se ridisegnare i limiti significhi realizzare privilegi o al contrario penalizzare qualcuno”. Una campagna elettorale coinvolgente e partecipata, quella che si è vissuta nel centrosinistra, e per capirlo basta raccogliere i commenti di chi ne ha preso parte in prima persona. “Nel nostro partito c’erano grandi divisioni ed invece con questa campagna elettorale il gruppo si è allargato”, chiarisce Grazia Tatarella (Pd), “Siamo persone che condividono le stesse idee e modo di fare politica, quando arrivavano i risultati elettorali non ci interessava sapere dei nostri consensi personali, ma di quelli di Giovanni Barone, con lui ci siamo fusi in un’unica grande unità”. “Ho fatto tante campagne ma non era mai possibile sapere cosa faceva il candidato sindaco”, spiega Santolo Vitale (Psi), “eravamo esclusi, Barone invece è una persona trasparente e corretta, grazie al suo modo di fare politica sono tornato giovanissimo”. Ai socialisti rimasti dall’altra parte fa appello Gennaro Esposito (Psi): “Sono nel partito dal 1985, quello che mi rammarica è che eravamo un gruppo molto allargato e man mano sono spariti tutti. Adesso voglio mandare un messaggio ai compagni socialisti di votare Barone, chi si dice socialista, ma sta a destra per me non lo è mai stato, sono degli opportunisti”. Soddisfatta anche il segretario cittadino del Pd, Rosaria Esposito: “Siamo riusciti a riunire giovani e meno giovani, estremisti e moderati e siamo stati entusiasti dal primo momento. Con Giovanni abbiamo la sicurezza, la carica per agire, sono orgogliosa di averlo scelto come candidato e di essere arrivata al ballottaggio, adesso siamo sicuri di farcela perché abbiamo la forza delle idee e la voglia di metterle in campo con una progettualità concreta per il nostro paese e qui che vogliamo vivere”.

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