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Commento ai mercati all’11 ottobre 2007

venerdì 12 ottobre 2007


Commento ai mercati:
Politica monetaria ancora accomodante, segni di risveglio sul mercato del credito, variabili macro ancora sul segno più. Ecco riassunta una settimana di ordinaria positività, dove poco o niente si è visto sul fronte della tensione dei consumi, dove il dollaro resiste e addirittura recupera qualcosa sull’Euro, dove torna di moda finanziarsi in valuta per comprare azionario, nuovo (e ultimo) baluardo dell’effetto ricchezza delle famiglie americane, e poco importa se siamo ai massimi già visti a luglio. Le incognite ci sono, eccome. Difficile, per i vari responsabili industriali delle corporation americane, fare previsioni per i consumi già a partire dal prossimo (e ultimo) trimestre. In Asia ci sono le prime pressioni inflazionistiche: vero che sono risolvibili con ordinarie operazioni di politica monetaria, ma tali operazioni vanno fatte (e non si vede nessun movimento in tal senso); il prezzo dell’oil si mantiene elevato e il credito, benché in recupero, non esce dal comparto bancario, nel quale qualche correzione di rischiosità andrà fatta prima o poi. Ma godiamoci questi ultimi, dolci tepori d’estate.

Mercato Azionario:

mercati ai massimi da luglio. Le Borse si sono lasciate completamente alle spalle la crisi del credito immobiliare, e vede nell’azionario il nuovo “effetto ricchezza” su cui dovrebbe sostenersi un movimento rialzista che, con alterne vicende, dovrebbe portarci alla fine dell’anno. Fermi i bancari, alcuni dei quali hanno fatto performance di tutto rispetto la scorsa ottava, è tutto il resto del mercato che si muove, dal petrolifero (esclusa la raffinazione) all’industriale ciclico, al tecnologico, alle utilities. Pochi i fondamentali osservati, notevole il “gioco di multipli” che vengono attribuiti a questo o quel titolo sulla sola “intenzione ” del management di impostare una eventuale strategia. Si può anche cavalcare l’onda, ma il dito sul tasto “reset” e molta, molta velocità di esecuzione è quantomeno d’obbligo in un movimento di breve, visti i nostri soliti parametri temporali.

Mercato Obbligazionario:

il miglioramento di clima che si nota sul comparto azionario non ha fatto bene al mercato obbligazionario dei Titoli di Stato. La diminuita avversione al rischio sta infatti allontanando gli investitori dai “più sicuri” governments bonds a favore di attività più rischiose, e fra queste ultime rientrano anche le obbligazioni corporate, che hanno così registrato in settimana un notevole restringimento degli spread rispetto ai Titoli di Stato. Riassumendo: future sul bund decennale poco sotto quota 112, bene le obbligazioni corporate a sfavore dei Titoli di Stato.

Analisi economica al 10 ottobre

Dopo lo spauracchio estivo finalmente Piazza Affari riassorbe la catena di ribassi generata dalla crisi dei mutui subprime americani. I principali indici di Piazza Affari, Mibtel e S&P/Mib, sono infatti tornati, rispettivamente, ai livelli del 23 e del 24 luglio, appena prima che il ciclone subprime si abbattesse sui mercati.
Anche dal lato macroeconomico le rassicurazioni di Prodi sul rapporto deficit/Pil dell’Italia (sotto il 3%) che sara’ in linea con i parametri europei ha rassicurato piazza affari e rassenerato gli animi soprattutto dopo le critiche alla manovra di bilancio e alle politiche di risanamento della finanza pubblica dell’Italia del presidente della Commissione Ue,Jose Manuel Barroso e del commissario Ue agli Affari economici e monetari Joaquin Almunia.
Lo scenario economico positivo continua poi dopo la diffusione dei dati della produzione industriale di agosto (+1,3% su base mensile). Inoltre, e’ arrivata la sorpresa positiva della revisione del dato di luglio: da-0,4% a +0,3%. Nei fatti, se lo scorso 14 settembre, quando era uscito il preliminare di luglio (-0,4%), si era parlato di economia in netta frenata ora, dopo i dati odierni, si parla di un terzo trimestre brillante. Ci si puo’ attendere una flessione della produzione in settembre, ma il bilancio del trimestre sara’ positivo, di certo superiore al 1%. A questo punto, si ridisegnano le prospettive del Pil del terzo trimestre che potrebbe tendere al 2%. Poi, sul resto dell’anno, resta l’incognita degli effetti del razionamento del credito e della forza dell’euro’’. Ma il momento potrebbe essere positivo e trainante. E’ un buon momento dove opportunita’ ed oculatezza devono rappresentare un mix inscindibile.

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