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Acerra:il referendum contro la "fabbrica di liquami si farà"

sabato 10 aprile 2010


Acerra - Prevedeva un quorum minimo di 1250 firme. Ne sono state
raccolte 1850 valide. Presto al via le operazioni per il referendum
che dovrà stabilire se impedire alla Ngp Bio Natura Srl di aprire i
battenti e trattare liquami pericolosi nell’Area Asi. Entro 15 giorni
il sindaco di Acerra, Tommaso Esposito, dovrà convocare la commissione
per il referendum composta per Statuto dal segretario generale, dal
difensore civico e da un membro designato dal Tribunale di Nola e che
dovrà controllare le procedure preliminari entro ulteriori trenta
giorni. Nei dieci giorni successivi il sindaco relazionerà in
consiglio e indirà la data del referendum, preceduta da un mese di
campagna referendaria. Il referendum promosso dalle associazioni
ambientaliste e dai Comitati locali e provinciali è abrogativo del
decreto di Giunta Regionale n. 390/2009 che ha autorizzato le attività
di trattamento dei liquami della Ngp Bio Natura Srl nell’area Asi di
Acerra, ma potrà essere applicato a tutte le aziende simili che
intendono operare sul territorio comunale per le medesime attività di
trattamento/dei rifiuti pericolosi e non. Esso prevede il quorum del
cinquanta per cento più uno per essere valido, una limitazione che
rappresenta una grossa spina nel fianco per tutti i comitati promotori
di referendum in Italia. “C’è una richiesta del 12 marzo scorso della
Agro bio Energy Srl di via Petrarca di Napoli – ha annunciato Alfonso
Maria Liguori, presidente dell’associazione Osis - per ottenere
un’autorizzazione all’esercizio di un ulteriore impianto a biomassa
per produrre energia elettrica. A questa conferenza dei servizi non è
andato il rappresentante del comune. Questa la dice lunga
sull’atteggiamento ‘passivo’ tenuto da questa amministrazione nei
confronti di ditte che hanno annasato l’odore degli affari proprio con
il trattamento dei rifiuti tossici”. Per questo ho chiesto al sindaco
l’elenco di tutte le conferenze dei servizi che sono state attivate
sul territorio di Acerra, in atto o da convocare. Se Acerra diviene lo
sversatoio d’Italia un motivo certamente esiste; la volontà di
insediare aziende inquinanti si manifesta con i pareri favorevoli e
anche con i silenzi…”. E proprio le associazioni unite in un solo
coordinamento (Endas, Fed. Assocampaniafelix, Comitato Donne del 29
Agosto, Associazione Raggi di Sole, Osis e Movimento Consumatori)
hanno presentato il 23 marzo scorso una interpellanza urgente al
Sindaco di Acerra, al Presidente del Consiglio e all’Assessore
all’ambiente, nella quale vogliono conoscere “se questa
Amministrazione è informata sullo stato di esercizio della Società
Fri-el Green Power e se è stata compiuta la ricognizione sulle
autorizzazioni necessarie per il suddetto esercizio; le azioni
intraprese avverso l’autorizzazione regionale n. 390 in favore di Ngp
Bionatura Srl; e se ci sono e quali sono gli impedimenti programmatici
per la tutela ambientale in ordine ai sistematici sforamenti
dell’inceneritore e lo smaltimento delle relative scorie”. Per ora
nessuna risposta. Si attendono segnali ulteriori dopo il ‘niet’ a Ital
Ambiente del 7 aprile scorso.

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