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Portici, Rifondazione attacca il progetto del nuovo porto

venerdì 23 aprile 2010, di Comunicato Stampa


“Avevamo l’idea e la speranza che i cittadini di Portici potessero
riappropriarsi del mare che lambisce il suo profilo, beneficiare di
una passeggiata sul lungomare e che i suoi sognati arenili
ritornassero a splendere. Ma, come succede con i più celebrati
illusionisti, ecco spuntare dal “magico” cilindro dell’amministrazione
comunale, un fantasmagorico progetto di ampliamento del porto”. Il
progetto di restyling del water front porticese è il bersaglio di una
critica feroce degli esponenti di Rifondazione comunista che hanno
“gridato” il loro dissenso attraverso manifesti affissi sui muri della
città. “Seguendo i vezzi architettonici delle faraoniche città saudite
– si legge sul manifesto -, come una novella Doha, Portici si inventa
una mega darsena da 800 posti barca, una nuova colata di cemento che
certamente modificherà la morfologia storica della linea di costa, con
tutto ciò che ne conseguirà, in virtù della mortificazione del mare,
sull’erosione delle spiagge e dell’impatto dei marosi sul fronte
mare”. “Tutto ciò – afferma Silvio Vanacore, segretario di
Rifondazione comunista a Portici – con l’obiettivo di far approdare in
queste darsene artificiali una flotta di diportisti più o meno vip che
potrà,così, fare rifornimento di acqua o energia indifferentemente a
Portici, come a Stabia o a Vigliena, inseriti tutti in un circuito che
fa capo ad un Ministro del Governo Berlusconi. Sarebbe stato
certamente più saggio – conclude Vanacore – portare a termine i
progetti risalenti alla prima consiliatura, restituire il mare ai
cittadini e realizzare il restauro conservativo del Real Porto
Borbonico del Granatello realizzato da espertissimi tecnici”.
Rifondazione, distaccatasi ormai da tempo dall’amministrazione di
centrosinistra del sindaco Vincenzo Cuomo fornisce la propria ricetta
per il rilancio della città: “Indubbiamente – affermano pubblicamente
gli esponenti di Rc – la nostra idea di città è diversa da quella
dell’amministrazione. La Portici che abbiamo in testa è una città che
punta sulla valorizzazione socio-economica delle sue presenze di
pregio: la Reggia, il suo museo, il Bosco Reale con le sue molteplici
opportunità, il Polo tecnologico del Granatello al servizio di
micro-imprese capaci di sfruttare le grandi potenzialità, un Centro
storico che dovrebbe essere un borgo di botteghe artigianali e di
piccole attività commerciali attratte da una fiscalità di vantaggio ed
una Facoltà universitaria capace di formare giovani verso indirizzi
legati al territorio. Invece – concude il manifesto – viviamo in una
città pigra, sonnolenta, con sempre più cemento e che tratta i
cittadini come “clienti”, mentre i nostri giovani continuano ad essere
estraniati dalle scelte di chi governa”. Con questo atto Rc conferma,
in definitiva, la sua scelta a non aver partecipato all’attuale
coalizione di centrosinistra che “caratterizza la sua azione politica
– chiosa Silvio Vanacore – perseguendo solo l’interesse della Casta a
danno degli interessi della città”.

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