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Cavalleria rusticana in villa comunale

giovedì 19 luglio 2007


POMIGLIANO D’ARCO. L’appuntamento è per venerdì 20 luglio alle ore 21.00. L’ingresso è gratuito. Lo spettacolo è stato organizzato dall’associazione culturale "E. Caruso" in collaborazione con l’assessorato alla Lavoro, sicurezza e trasparenza.

POMIGLIANO D’ARCO. La Sicilia di Giovanni Verga e Piero Mascagni sbarca nel parco pubblico della città delle Industrie. Venerdì 20 luglio alle ore 21, l’associazione culturale "E. Caruso", in collaborazione con l’assessorato alla Lavoro, sicurezza e trasparenza, metterà in scena la "Cavalleria rusticana", melodramma in un atto di G. Targioni, Tozzetti e G. Menasci, tratta dalla novella omonima di Giovanni Verga sulla musica di Piero Mascagni. L’ingresso è gratuito.
L’opera si svolge in un paese siciliano durante il giorno di Pasqua. Ancora a sipario calato, si sente Turiddu, il tenore, cantare una serenata a Lola, sua promessa sposa che durante il servizio militare di Turiddu ha però sposato Alfio. La scena si riempie di paesani e paesane in festa, giunge anche Santa, detta Santuzza, attuale fidanzata di Turiddu, che non si sente di entrare in chiesa sentendosi in grave peccato. Entra allora in casa di mamma Lucia, madre di Turiddu, chiedendole notizie del figlio. Lucia dice a Santuzza che Turiddu è andato a Francofonte a comprare il vino, ma Santa sostiene di aver visto Turiddu che si aggirava sotto la casa di Lola. La stessa notizia arriva anche ad Alfio, che ignaro di tutto va a trovare Lucia. A questo punto Santuzza svela a Lucia la relazione tra Turiddu e Lola. Egli ormai l’ha disonorata per ripicca contro Lola, alla quale prima di andare soldato aveva giurato fedeltà eterna, e che ora continua a frequentare sebbene sia sposata. Giunge dunque Turiddu che discute animatamente con Santa; interviene anche Lola che sta per recarsi in chiesa, e le due donne si scambiano battute ironiche.
Turiddu segue Lola, che è sola perché il marito lavora. Santuzza augura a Turiddu la malapasqua e, vedendo arrivare Alfio, gli denuncia la tresca amorosa della moglie. Dopo la messa, Turiddu offre vino a tutti i paesani, anche ad Alfio, che nel rifiutarlo, lo abbraccia e gli morde l’orecchio sfidandolo a duello. Turiddu corre a salutare la madre e fingendosi ubriaco, le dice addio e le affida Santuzza. Subito dopo si sente un vociare di donne e popolani. Un urlo sovrasta gli altri: "Hanno ammazzato compare Turiddu!".
Gli interpreti sono: Anna Rita Scognamiglio (Santuzza); Anna Caso (Lola); Vincenzo Di Nocera (Turiddu); Bruno Iacullo (Alfio) e Gloria Vardace (Lucia).
L’opera sarà diretta dal maestro Giuseppe schirone. La regia è affidata a Margherita Veneruso. Le scenografie sono a cura di Luciano Veneruso; le luci e la fonica di Maurizio Vitelli. Orchestra e Coro dell’Accademia Musicale "E. Caruso".

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