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Cisl sul caso "Conversa": “Occorre fare pressione sulla Regione per la cassaintegrazione”

martedì 27 aprile 2010


Pomigliano. Nel giorno della liberazione dal nazifascismo, un operaio cassa integrato della Fiat di Pomigliano ha scritto al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, al Ministro delle attività produttive Claudio Scajola e al neo Presidente della regione Campania Stefano Caldoro, e non per segnalare i problemi della Fiat, ma quelli relativi a 147 operatori telefonici del call center “Conversa Omnia”, che dal mese di ottobre sono senza stipendio e attendono da mesi che le commissioni preposte si riuniscano per decidere sulla loro cassa integrazione. L’operaio, è Gerardo Giannone, che nella sua lettera richiama i valori della solidarietà nazionale e chiama direttamente in causa il presidente della repubblica come garante dei diritti dei lavoratori. Giannone, dice, di aver scritto questa lettera per dare voce a chi non ne ha, e aggiunge che “siccome gli operai fiat nella loro disgrazia sono dei fortunati rispetto ad altri, va data in modo incondizionato solidarietà a chi nella disgrazia e meno fortunato”. Per Lina Lucci (nella foto), segretario generale della CISL regionale, la lettera di Giannone è una sorta di provocazione a lavorare di più, però , sottolinea come scrivere direttamente al presidente della repubblica possa divenire un boomerang. La lettera, secondo la Lucci, andava indirizzata anche alle segreterie regionali di CGIL CISL e UIL le quali hanno chiesto un incontro con Caldoro, per accelerare i tempi di un confronto per affrontare i temi che attanagliano la nostra regione in questo periodo di profonda crisi. “Il 30 aprile scadono le deroghe per la cig”, spiega la Lucci, “parecchie aziende rischiano di vedersi non rinnovate la loro cig , bisogna fare presto e fare pressing sulla Regione. Cgil CISL e UIL si sono date degli obbiettivi programmatici a prescindere dalla costituzione della giunta”. Sul tema intervengono anche gli stessi lavoratori della Conversa Omnia. Nunzia Marigliano RSU, dice: “La lettera di Giannone è motivo di soddisfazione, purtroppo noi non siamo la Fiat e di conseguenza non abbiamo la stessa attenzione. Sono mesi in cui ci sentiamo soli e dove non riusciamo a capire qual è il nostro destino. Speriamo fortemente che qualcuno ci dica cosa dobbiamo aspettarci e se ci sarà una via d’uscita”. In attesa di tempi migliori si auspica che la solidarietà di un operaio dia quanto meno il senso di unità della classe operaia.
Paola Voce

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