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Ottaviano. Protesta contro quel manifesto-spot. "Via quelle tette"

martedì 27 aprile 2010, di Giovanna Salvati


Ottaviano. Cartellone pubblicitario osè in bella vista, solleva polemiche e causa incidenti stradali. Accade nella cittadina di pace che sembra essersi travestita di focosità per qualche giorno, una focosità però non sembra piacere a tutti. Messe infatti da parte campagne pubblicitarie no profit e inni alla legalità, si passa subito a cartelloni pubblicizzanti intimo e con in bella mostra un bel decolté. E come tutte le cose belle, anche questa bella immagine, merita un occhiatina, forse più di una che però non è andata per nulla giù ad alcuni cittadini e soprattutto alla sfera femminile dellpaese che ha subito criticato il manifesto. A finire sotto accusa è il cartellone pubblicitario di Yssima, nello specifico il prodotto Rosy in via F.F.S.S. Un finissimo reggiseno di colore nero, capo di abbigliamento indossato da una modella che mostra i seni prosperosi. Ma non si limita a questo. Al contrario li sostiene e li mette in evidenzia, e con la lingua stimola la fantasia. Insomma un proibito sotto gli occhi di tutti. Quei tutti che però non mandano giù la campagna pubblicitaria e preannunciano censure. “Non posso sostenere questo simile spettacolo – spiega un residente – quando lo abbiamo visto nulla di tanto, ma i bambini del palazzo fanno commenti e non è per nulla educativo, soprattutto perché nonostante la strada sia in periferia è molto trafficata”. Ma aldilà delle preoccupazione di residenti e l’ira di donne che non accettano che si mostrino i seni prosperosi, quello che preoccupa è la reazione degli automobilisti. Sono infatti tantissimi gli automobilisti che frenano improvvisamente per gustarsi il "Panorama" o che sostano in maniera prolungata davanti alle foto osè, tanto che nella serata di ieri quattro giovani a bordo di un motorino per soffermarsi un po’ troppo hanno tamponato una fiat punto. Fortunatamente nessun danno di rilievo ma un gran spavento, e nei prossimi giorni il tabellone potrebbe anche essere rimosso e sottoposto a censura. Come la prenderanno i proprietari della campagna pubblicitaria? Ma l’interrogativo che nasce spontaneo: queste pubblicità sono un bene o un male?

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