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Terzigno. No dei parlamentari campani Ue alla discarica di Terzigno

lunedì 3 maggio 2010, di La redazione


"La situazione emersa nel corso della missione è caratterizzata da elementi di novità come l’entrata in funzione del termovalorizzatore di Acerra, lo sforzo profuso per portare la raccolta differenziata al 25%, l’allestimento di nuove discariche. Al tempo stesso rimangono aperti i problemi relativi alla sostenibilità finanziaria della raccolta differenziata nei Comuni, allo smaltimento dei rifiuti tossici ed industriali e alla localizzazione dei nuovi impianti. In particolare, riteniamo importante riconsiderare la scelta di allargare la discarica di Terzigno nell’area della Cava Vitelli, individuando soluzioni alternative credibili in tempi ragionevoli. Altrettanto critica, in prospettiva, appare l’eventualità di allestire un nuovo impianto in località Valle della Masseria, nei pressi di Serre, nel salernitano". Lo fanno sapere i parlamentari europei Erminia Mazzoni, presidente della Commisione Petizioni, Enzo Rivellini, Andrea Cozzolino, Vincenzo Iovine al termine della visita di tre giorni di una delegazione europea in Campania per verificare l’attuazione del ciclo di smaltimento dei rifiuti, a quattro mesi dallla fine del commissariato straordinario.

"Rispetto alla gestione dell’enorme quantitativo di ecoballe accumulate nei siti di stoccaggio - aggiungono Mazzoni, Rivellini, Cozzolino e Iovine - è fondamentale definire in tempi molto ristretti le modalità di rimozione, smaltimento e bonifica, anche in considerazione del reale pericolo d’incendio. Di conseguenza appare particolarmente urgente l’intervento sul sito di Ferrandelle. Il passaggio alla gestione ordinaria deve consentire di definire rapidamente la strategia regionale e un nuovo quadro di responsabilità e procedure che portino Regione, Province e Comuni a cooperare in modo efficiente".

I parlamentari europei assicurano, poi, che si faranno promotori in sede comunitaria dell’attivazione di un gruppo di monitoraggio europeo, composto da esperti e specialisti indipendenti, che acquisisca dati e informazioni sull’impatto ambientale dei maggiori impianti in funzione (discariche, termovalorizzatore, Stir) e rediga relazioni periodiche a disposizione del confronto democratico nei nostri territori. "Crediamo inoltre che il lavoro di verifica avviato debba proseguire con una nuova missione nell’arco del 2011 per verificare l’evoluzione delle situazioni più critiche a distanza di 12 mesi".

Sul problema del blocco della certificazione degli investimenti operati con fondi europei nel settore della gestione dei rifiuti, i parlamentari campani ritengono fondamentale "mobilitare al più presto le risorse programmate per la bonifica degli impianti giunti a saturazione e per sostenere i piani per la raccolta differenziata elaborati dai Comuni e la tempestiva realizzazione di impianti di compostaggio. L’obiettivo sarà rendere finanziariamente sostenibile il raggiungimento di alte soglie di differenziata risolvendo il problema del trattamento dell’umido e dell’allestimento delle infrastrutture necessarie alla raccolta e alla selezione dei rifiuti. Per questo, alla luce di quanto verificato, va evitato in ogni modo che il blocco dei fondi comprometta gravemente lo sforzo dei Comuni su questo fronte. Ogni passo indietro rischia infatti di riportare le aree più critiche della regione nel caos offrendo pericolosi margini di infiltrazione alla criminalità organizzata".

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