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COMMENTO AI MERCATI AL 18 OTTOBRE 2007

venerdì 19 ottobre 2007


L’attenzione degli operatori nella settimana appena trascorsa si è concentrato sull’andamento del dollaro e sul prezzo del petrolio. Il superamento massiccio degli 80 dollari a barile ha reso felice più di qualche grossa casa di investimenti che, un anno fa, aveva profetizzato tale livello.

Ma quello che bisogna considerare è anche il livello del dollaro che, superato il precedente massimo di 1,4 sull’Euro, si avvia a testare il livello di 1,45, considerato un po’ da tutti come l’ultima barriera che il “sistema – Europa” è in grado di sopportare, nonostante il benefico effetto sui prezzi delle bollette.
Come già accennato, resta valida l’interpretazione “redistributiva” dell’andamento del dollaro sia in direzione europea che in direzione dei paesi produttori di materie prime; quello che bisognerà
verificare è fino a quando tale livello sarà sopportabile dal sistema: la voce grossa in chiave geopolitica fatta da Russia e Cina negli ultimi tempi non deve essere scevra da questo timore.

Mercato Azionario:

dopo la piacevole corsa delle prime due settimane, gli investitori mettono in ordine i portafogli eliminando, mano a mano che vengono resi pubblici i dati trimestrali, le società
meno profittevoli ovvero con uno scenario di sviluppo non chiaro. Il risultato è una sorta di “flight to quality” sull’azionario, puntando massicciamente sui produttori di energia, vigili sul petrolifero e
curiosi sul telecom. Croce dei mercati sono tornate ad essere le banche, sia sulla scia della vicenda subprime (che come già detto, continuerà a perseguitarci per un po’ di tempo) che su alcune
dichiarazioni relative alla tenuta del credito immobiliare “puro” nei prossimi due - tre trimestri. Il movimento rimane laterale e non muta in modo significativo lo scenario per fine anno.

Mercato Obbligazionario:

nelle ultime due giornate lavorative il mercato dei “government bond” ha guadagnato in scia alle cattive notizie provenienti dal settore immobiliare americano. Così il
future sul bund decennale ora si trova abbondantemente sopra quota 112 beneficiando del sempre più probabile allentamento monetario da parte della FED previsto per fine mese. In
controtendenza il mercato dei titoli corporate, che in settimana hanno visto il loro spread di rendimento rispetto ai Titoli di Stato in deciso allargamento.

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