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Caso Enam, la ricetta di Gaudiano: "Stanare i cafoni che imbrattano Pomigliano ed aumentare la Tarsu"

sabato 29 maggio 2010


Pomigliano D’Arco. “A certi personaggi manca il senso delle istituzioni”. Ne è convinto Vincenzo Gaudiano, amministratore delegato dell’Enam, la società a totale capitale pubblico che gestisce la raccolta dei rifiuti in paese la quale si trova sull’orlo del fallimento. Gaudiano in particolare ce l’ha con l’assessore Alessandro Izzo il quale, in una recente conferenza stampa, aveva spiegato il dissesto della partecipata puntando il dito contro l’eccessivo numero di lavoratori assunti. “Izzo ha raccontato una serie di barzellette non documentandosi su quella che è la reale situazione dell’Enam. Inoltre” sempre secondo Gaudiano, che con il cambio di amministrazione a Pomigliano ha dato le proprie dimissioni assieme al resto del Cda dell’Ente, “prima di parlare di piano industriale da presentare ai giudici della sezione fallimentare, dovrebbero utilizzare quello compilato dai nostri tecnici e dovrebbero inoltre prendere in considerazione il costo del servizio per tonnellata riferito ad otto grandi aziende pubbliche nazionali (i dati sono stati raccolti da uno studio commissionato da Mediobanca n.d.r.) che si occupano di igiene urbana”. Stando ai dati forniti dal presidente della partecipata a fronte di un costo medio nazionale di 326,3 euro a tonnellata a Pomigliano si spenderebbero 299,08. Allora, se il problema non sono i costi per la raccolta e né lo spropositato numero di dipendenti come mai l’Enam ha 2 milioni di euro di debiti verso l’erario che la potrebbero portare a tutti gli effetti al fallimento? Secondo Gaudiano il primo ostacolo per i conti dell’Enam sono i costi eccessivi legati alle attività di smaltimento dei rifiuti della partecipata. Così ad esempio peserebbe sul bilancio dell’Ente il fatto che la componente organica dei rifiuti venga smaltita a Trapani, per la cifra di 1milione di euro l’anno, o che, a causa dei disservizi nei Cdr campani, siano stati pagati in 4 mesi fino a 10 mila euro mensili di straordinari agli autisti dei camion. “La colpa è di chi, nonostante sia stato approvato un progetto per la costruzione di un sito di raccolta sul territorio pomiglianese, non si è impegnato a realizzarlo”. Nel mirino di Gaudiano però ci finiscono anche i pomiglianesi o almeno “quei cafoni ed incivili- come li definisce il presidente- che imbrattano Pomigliano. Noi- ha aggiunto il presidente- siamo disposti ad affiancare i vigili urbani in una task force contro lo sversamento illecito". Così se la raccolta differenziata ha raggiunto un misero 31 per cento è anche per colpa del fatto che a dotarsi dei kit preposto per la differenziata sia stato solo il 50 per cento dei contribuenti pomiglianesi. Inoltre, sempre secondo Gaudiano, la “differenziata farebbe aumentare i costi di gestione dell’igiene urbana”. Ed allora l’unica via percorribile sembra essere quella dell’aumento della tarsu. Di fatto a Pomigliano la tariffa è ancorata a 2,05 euro per metro quadro, il che la pone al di sotto di altri comuni di un euro e mezzo di media. “La colpa è del centrosinistra prima e dell’attuale amministrazione di centrodestra poi che non vogliono aumentare la tarsu per non risultare impopolari agli occhi dei cittadini”.

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