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Pomigliano. I sindacati non hanno ancora firmato il Piano di Sviluppo e cresce la tenzione in vista dell’incontro dell’8 giugno

Fiat, senza accordo addio alla nuova Panda

sabato 5 giugno 2010, di Gabriella Bellini


Pomigliano d’Arco. Se non arriva l’accordo la nuova Panda (la cui produzione la Fiat ha destinato allo stabilimento di Pomigliano d’Arco) andrà altrove. Un concetto che l’azienda ha ribadito nuovamente nel corso di un incontro con il prefetto di Napoli Alessandro Pansa. Una decisione definitiva dovrebbe giungere l’8 giugno, giorno in cui è stato fissato il nuovo tavolo di discussione tra i vertici del Lingotto e i sindacati (Fim-Cisl, Uilm, Ugl, Fismic e Fiom-Cgil).
Proprio la Fiom ieri ha incontrato l’azienda a Torino, presso l’Unione Industriale. “Nel corso dell’incontro”, informa in una nota il coordinatore nazionale auto della Fiom-Cgil Enzo Masini, “abbiamo ribadito i punti su cui la Federazione è disponibile a ricercare soluzioni che permettano la realizzazione degli investimenti annunciati dall’Azienda e la ripresa del lavoro a Pomigliano. Ciò, in particolare, per quanto concerne l’utilizzo degli impianti, i sistemi di orario e l’organizzazione del lavoro. Nello stesso tempo, abbiamo chiesto all’azienda di riconsiderare aspetti delle sue proposte che non appaiono utili per rispondere a esigenze industriali, mentre assumono carattere punitivo verso i lavoratori”. Ma se l’8 giugno non arriverà l’accordo oppure, come ha già dichiarato più volte l’amministratore delegato Fiat Sergio Marchionne, “i tempi si prolungheranno ancora” la produzione della nuova Panda andrà all’estero.
Dopo settimane di trattative, infatti, ancora non si trova un punto di unione tra la casa automobilistica ed i sindacati sul Piano industriale che dovrebbe risollevare le sorti dello stabilimento “Gianbattista Vico”, in i cui circa 5mila addetti sono da mesi in cassa integrazione straordinaria. E con loro subiscono la crisi anche gli oltre 13mila addetti dell’indotto Sono passate settimane da quando il 21 aprile scorso il Piano è stato presentati in via ufficiale a Torino, ma da allora si sono susseguiti incontri che si sono conclusi con un nulla di fatto.
E l’appuntamento tra tre giorni non si annuncia di facile risoluzione. “La Fiom si presenterà, assieme alle altre organizzazioni sindacali all’incontro fissato per martedì 8 giugno a Torino”, conclude la Fiom, “Ciò allo scopo di portare avanti un negoziato che si annuncia difficile e sul quale sarà comunque necessario coinvolgere i lavoratori, chiedendo il loro giudizio”. A dividere l’azienda e le parti sociali, divise in parte anche fra loro rispetto ai punti in discussione, sono le richieste avanzate da Fiat in particolare riguardo il passaggio da 17 a 18 turni di lavoro settimanali, l’introduzione di 80 ore aggiuntive di straordinario obbligatorio al mese e un taglio all’assenteismo. Riguardo le pause l’azienda vorrebbe ridurre a 30 minuti gli attuali 40 concessi, offrendo in cambio del denaro. C’è da dire anche che la Fiat ha stabilito per il “Vico” un investimento di 700 milioni di euro con l’obiettivo di aumentare la produzione, portando le auto realizzate annualmente dalle attuale 35 mila alle 280.000 del 2014. Vantaggio che però è messo in discussione dai ritmi di lavoro che l’azienda vorrebbe imporre.

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