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Somma Vesuviana, all’asta l’auto messa in palio dai frati

mercoledì 9 giugno 2010


Somma Vesuviana. Domenica sarà assegnata all’asta la Peugeot 206 plus messa in palio dai frati francescani del convento di Santa Maria del Pozzo nell’ambito della campagna di raccolta fondi per restaurare il tetto del complesso monumentale. L’auto, dopo l’estrazione di due mesi fa, non è stata rivendicata dal possessore del tagliando estratto (il numero 65 della serie 15). Per questo motivo, a 60 giorni dalla chiusura della riffa, celebrata in una manifestazione pubblica alla quale parteciparono diverse centinaia di possessori dei tagliandi e di curiosi, servirà un’asta pubblica per assegnare l’autoveicolo. L’evento si terrà domenica prossima dalle ore 20 proprio presso il convento francescano. Ad organizzare la vendita Emanuele Coppola, responsabile dei beni culturali del complesso monumentale. “L’auto non è stata rivendicata dal possessore del tagliando- ha fatto sapere Coppola- e questo, se da un lato ci dispiace, dall’altro ci permette di raccogliere altri fondi per la causa che stiamo portando avanti da quasi un anno”. In effetti la cifra andrebbe a rimpolpare i circa 100mila euro raccolti, a fronte di spese per circa 115 mila euro. La base d’asta è di 6mila e 500 euro con rialzi di circa 100 euro con lo stesso Coppola a fare da banditore. “Il prezzo è assolutamente vantaggioso. Grazie all’impegno della concessionaria- ha aggiunto il responsabile dei beni culturali del complesso- riusciremo ad offrire ad un buon prezzo una’auto nuova, quindi il mio invito è rivolto a quelli che pensano in questo periodo di comprare un nuovo autoveicolo”. Questo dell’asta è però solo l’ultima delle iniziative che lo stesso Emanuele Coppola, in collaborazione con i farti francescani, ha portato a compimento. Nelle mire del professore, distintosi anche per essere riuscito a ricostruire l’impianto elettrico del convento con l’aiuto di una classe dell’istituto industriale sommese E. Majorana e per aver lanciato l’iniziativa “adotta un affresco di Santa Maria del Pozzo”, c’è la ristrutturazione di tutto il complesso per riportarlo agli antichi splendori. “Ora servono circa 3 milioni per recuperare l’intera struttura”. In particolar modo ad aver bisogno di urgenti restauri sembrerebbe la piccola chiesa, risalente ad epoche precedenti e realizzata nel 1333 dal re di Napoli Roberto d’Angiò per ricordare il matrimonio della nipote Giovanna I, sua erede, ed Andrea d’Ungheria, figlio del re Carlo Umberto, che si trova sotto il convento. “Siamo tenaci- concluso Coppola- e a breve ci inventeremo qualcosa per cominciare a raccogliere fondi”.

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