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Ottaviano. Barriere architettoniche, scatta la polemica. Ecco la voce di chi vive il disagio

venerdì 25 giugno 2010, di Giovanna Salvati


Ottaviano. Barriere architettoniche “i diversamente abili dimenticati dalle istituzioni”. A lanciare l’appello è il presidente di un’associazione di volontariato che da un anno dalla sua nascita e dopo l’impegno profuso per l’assistenza di persone diversamente abili, anziani, occupandosi d’integrazione sociale, ha deciso di puntare i riflettori sul tema della barriere architettoniche. “Le barriere architettoniche che s’incontrano durante il tragitto nei treni, o pullman della circumvesuviana – spiega il presidente Vincenzo Pescatore – sono un grave impedimento per quanti diversamenti abili vogliono usufruire di servizi come questi”. “Non mi spiego come una compagnia di trasporto con un bacino di utenza cosi elevato, ancora oggi non decida di mettersi in regola con le leggi che prevedano l’abbattimento di barriere architettoniche, permettendo così a tutti gli utenti utilizzatori di tale servizi l’accesso a tali mezzi – incalza Pescatore - ma la cosa ancor più grave e la seguente, sono stati investiti tanti milioni di euro per i nuovi treni e la vergogna è che non sono per niente adatti per trasportare anziani ne disabili con patologie invalidanti o con problemi anche meno gravi”. Non risparmia nessuno e il giovane promotore dell’associazione non esita a sottolineare “Nei nuovi vagoni hanno pensato soltanto al designe ed al confort, con poltroncine nuove ed aria climatizzata vetri antiriflesso, ma le cose più importanti sono state letteralmente dimenticate. Non c’è un’aria per l’alloggio della carrozzina per disabili. Ci sono meno posti a sedere, e questo è gravissimo "si pensi ad una persona che ha problemi articolari, come può fare un tratto di viaggio di 30-40 minuti in piedi ?Come può una persona in carrozzina entrare in questi treni se non c’è, e sempre in riferimento a persone con particolari esigenze invalidanti o comunque anche in forme parzialmente invalidanti , come fanno a saliere nei vagoni quando tra alcuni marciapiedi delle stazioni e il pianale del vagone ci sono quasi 3-4 centimetri di differenza?”Ora mi chiedo?Come può un’azienda che offre un servizio di trasporto d’interconnessione tra i paesi vesuviani e Napoli, chiedere la tariffazione per km, e poi non fornire a tutti gli utenti un servizio che garantisca le pari opportunità di viaggio a tutte le persone aldilà delle condizioni strettamente individuali. Come si può parlare d’integrazione sociale sotto ogni aspetto se poi si nota tanta disinteresse su temi ed esigenze cosi importanti”. Un probelma, che purtroppo continua a persistere, nonostante le nuove norme, non solo nella cittadina ottavianese ma anche e soprattutto in tutti i paesi dell’hinterland: sempre meno luoghi diventano accessibili a cittadini che purtroppo vivono su di una carrozzella, come però, anche tanti ambienti, come le scuole o i luoghi pubblici, cercano di adeguarsi, il tutto per non continuare a sollevare un muro che sembra a tratti impedire di respirare a cittadini normali.

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