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Somma Vesuviana e la carenza idrica: la strana guerra dei manifesti

giovedì 1 luglio 2010, di Gennaro Addato


Se ne è parlato tanto, sono state prese posizioni un po’ da chiunque, ma alla fine si è giunti, dopo una vera e propria guerra politica condotta a suon di manifesti murari, ad un consiglio comunale straordinario sul tema della “crisi idrica”, che avrà luogo fra pochi minuti in prima convocazione e, in seconda convocazione, sabato 3 dalle 20. I sei consiglieri di opposizione che ne hanno chiesto la convocazione hanno tenuto ad assumersi la paternità di quest’iniziativa con un manifesto (l’ultimo, cronologicamente parlando), accusando il sindaco di due mancanze: di non avere alcuna autorevolezza sulle ditte che forniscono servizi al comune (il sindaco è stato ricevuto dal Prefetto, da tecnici della Regione e dalla stessa Gori senza ottenerne, fino ad ora, i risultati sperati) e di non tenere adeguatamente informati i cittadini sulla problematica.
Nella storia di Somma Vesuviana, non ci si era mai battuti tanto su un argomento ma, come hanno dimostrato i veri e propri moti popolari, stavolta ce n’erano tutti i presupposti.
Ogni entità politica è scesa in campo sull’argomento a modo suo. Prima di tutti (cronologicamente parlando) si è esposto il gruppo consiliare UDC che, con un manifesto, si è detto vicino alla cittadinanza e ha rivendicato il diritto all’acqua come bene pubblico. Non ha perso l’occasione, poi, per rimproverare l’attuale amministrazione per le modalità con cui è stata gestita l’emergenza. Per tutta risposta, un secondo manifesto ha reso nota ai cittadini la risposta del centro-destra alle accuse mossegli contro, non solo dai centristi. Sintesi: il sindaco è vicino alla “parte ragionevole della città” e rimprovera dei non meglio precisati “capipopolo” che, istigando al vandalismo, non fanno altro che compromettere l’immagine della sua Somma.
È arrivato poi, tra la curiosità di qualcuno e l’indifferenza di altri, un terzo manifesto a firma della neonata associazione civica “La C.A.S.A.”. I più l’avevano sinora conosciuta come “la cosa”, dato che nessuno degli esponenti si era curato di spiegare per bene cosa fosse, ma si è potuto apprendere che stavolta oltre al nome (che non è nient’altro che l’acronimo di Civica Associazione Somma Alternativa) questo comitato civico, che definire eterogeneo è più che riduttivo, si è dato anche un obiettivo. Il manifesto, è chiaro, ha avuto una funzione puramente strumentale avendo permesso, in un momento tanto caldo, di accendere i riflettori sulla nuova associazione, che si pone, però, un fine ben più ambizioso. Sarà infatti questo gruppo di cittadini a portare “il risveglio delle coscienze e il rifiorire di una nuova primavera” a Somma Vesuviana, dove i “cantastorie” non fanno altro che raggirare l’inerme popolazione da oltre 40 anni, non solo riguardo al “problema acqua”.
In merito al consiglio comunale non si è esposto, invece, il locale comitato promotore del referendum per la ri-pubblicizzazione dell’acqua, da cui ci si attende in futuro un’azione forte a livello territoriale.
Dal canto loro, infine, i ragazzi dell’Unione degli Studenti locale hanno tentato, tramite un volantino distribuito stamattina nelle vie del centro, di provocare le istituzioni schierandosi a favore di una totale pubblicizzazione dell’acqua e incitando la cittadinanza a prendere parte al consiglio straordinario. Il loro messaggio è chiaro: i cittadini devono vigilare su chi deve (o dovrebbe) rappresentarli, per far sì che ognuno rispetti le posizioni che ha assunto precedentemente.
Intanto, si spera che dopo le prese di posizione da parte di tanti colori politici diversi il problema possa essere risolto alla radice, una volta per tutte.

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