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Solo diecimila euro per finanziare l’osservatorio ambientale di Acerra

martedì 6 luglio 2010


ACERRA. L’ osservatorio ambientale comunale da poco istituito non spegne i malumori. Alfonso Maria Liguori, consigliere del Pdl e presidente dell’associazione Osis così commenta la notizia: “L’osservatorio ambientale è stato istituito con un emendamento di modifica al bilancio qualche giorno fa ed è stata stanziata la misera somma di 10 mila euro, con la quale il comune non potrà acquistare nemmeno un binocolo per osservare il territorio. L’emendamento è stato approvato in extremis, viste le gravissime condizioni in cui versa la nostra città, cosa provata dal fatto che nell’ultima conferenza dei servizi sulla vicenda del pascolo dei pastori Cannavacciuolo la Asl ha certificato che allo stato Acerra è ancora inquinata dalla diossina, per cui si vieta il pascolo sul suo territorio”. “Per questo è assai probabile – continua Liguori - che la decisione di istituire l’osservatorio ambientale sia stata presa per compensare il nostro esposto alla magistratura contro questa amministrazione che non ha attuato gli strumenti giuridici atti a salvaguardare la salute pubblica e per non aver fatto compiere analisi sui prodotti agricoli onde verificare la possibile contaminazione”. “Si conferma che tale osservatorio – ha aggiunto Liguori - è solo un paravento che nasconde il fatto che martedì prossimo, nella commissione attività produttive, l’attuale amministrazione proporrà di insediare sul territorio di Acerra uno stabilimento siderurgico (la Ini Sud Laminazione Srl, con sede in Casoria), che è stato già fortemente contestato dagli abitanti di Casoria per l’enorme impatto ambientale”. Liguori commenta laconico che “Siccome su Casoria i vincoli ambientali si sono fatti più stringenti, l’azienda ha pensato bene di delocalizzazione l’impianto inquinante in un territorio più idoneo, possibilmente già ‘disastrato’...”. L’area dove dovrebbe insediarsi l’impianto siderurgico deve essere almeno di 400 mila metri quadri, con enorme e ulteriore impatto ambientale per Acerra. 500 mila tonnellate all’anno di materiale metallico saranno lavorate nell’area Asi, già tartassata da inceneritore e una decina di impianti industriali inquinanti. Ovviamente senza che alcuna bonifica sia stata mai nemmeno iniziata. Intanto, all’indomani dell’istituzione dell’Osservatorio ambientale, l’assessore Pasquale Marangio rompe il ghiaccio e lancia un segnale alle associazioni ambientaliste. “Mi aspetto una collaborazione da parte dei cittadini che finora hanno lottato per la difesa della salute e dell’ambiente. A breve convocheremo tutti i soggetti che hanno competenza in questo ambito per poter avviare i lavori dell’osservatorio e lavoreremo per garantire il controllo del territorio, dell’impiantistica presente e per sollecitare le bonifiche promesse. Finora l’unico finanziamento di 600mila euro è andato a Pizzuti per l’osservatorio regionale, da cui siamo usciti per dare un segnale forte: vogliamo le bonifiche e i fondi governativi promessi per risanare la città”. Caute le associazioni eco-culturali, che per bocca del delegato Assocampaniafelix Gennaro Esposito fanno sapere che “Massima sarà la disponibilità per l’osservatorio, ma da subito bisogna fare le analisi delle colture per verificare se possono essere consumate dall’uomo. L’assessore e il sindaco Esposito dispongano questi prelievi specie sui prodotti come zucchine, melenzane e altri cucurbitacei a contatto col terreno e pubblichino nell’Albo pretorio i risultati. Se si vieta il pascolo alle pecore, bisogna verificare se l’uomo può cibarsi di quei frutti”.

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