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Referendum, Acqua pubblica e posti all’Arin: Ecco il grande tradimento dei Partiti Comunisti

giovedì 8 luglio 2010


Somma Vesuviana. Sono anni che cerca la notorietà. E finalmente è arrivata, anche se in modo piuttosto grottesco. Mimmo De Falco, entra nel consiglio di amministrazione dell’Arin, la Spa che gestisce le risorse idriche della città di Napoli, ed il suo nome entra di fatto in corsa per il premio “incoerente 2010” (se scrivessi “voltagabbana” rischierei una querela). La sua nomina, in quota Rifondazione Comunista, fa il pari con quella di Peppe De Cristofaro di Sinistra Ecologia e Libertà. Ovviamente i primi a protestare sono stati i comitati campani per l’acqua pubblica, quelli che da mesi raccolgono firme per un referendum che faccia scegliere agli italiani se ritornare o meno al vecchio sistema di gestione pubblica delle risorse idriche nostrane. In un comunicato stampa diffuso ieri gli stessi comitati hanno “scomunicato” la decisione da parte dei due parti prima, e dei signori in questione poi, di papparsi il bel posticino nel consiglio d’amministrazione dell’Arin. “Ieri, martedi 6 luglio 2010, ci é giunta la notizia che nel nuovo Consiglio d’Amministrazione dell’Arin Spa sono stati nominati il segretario regionale di Sinistra Ecologia e Libertà, Peppe De Cristofaro, e Domenico De Falco, membro di Rifondazione Comunista” si legge nella nota. “Questi due partiti che hanno aderito a livello nazionale nel comitato sostenitore per il referendum, e che in Campania si sono mobilitati nella raccolta firma, sono in chiaro contrasto con la posizione del Forum nazionale dei movimenti dell’acqua, accettando la nomina di propri esponenti nel CdA di una Società per azione. Aderendo al comitato sostenitore per il referendum” prosegue il comunicato “e partecipando alla raccolta firma per i referendum, Sinistra Ecologia e Libertà e Rifondazione Comunista si erano quindi schierati nettamente con la linea del Forum Italiano dei movimenti per l’acqua pubblica.
Ma a Napoli, accettando di sedersi nel Cda di una Società per azione, la loro situazione é più che ambigua”. Ambigua? Ancora il comunicato: “Questa scelta non é solo incoerente, ma é anche una scelta grave perché danneggia la battaglia in corso da anni a Napoli per arrivare alla gestione pubblica. Il Comitato acqua Napoli ha sempre rifiutato l’affidamento della gestione del servizio idrico ad aziende Spa, e se questi due partiti avessero rifiutato i posti proposti, questa scelta avrebbe rafforzato la nostra campagna”. Naturalmente i nostri hanno accettato il posticino spiegando il tutto con il solito, politichese, canto del cigno. “L’impegno di operare per la ripubblicizzazione dell’acqua in piena sintonia con lo spirito referendario e con la consapevolezza del ruolo decisivo che questo organo avrà nei prossimi mesi”. Si, come no. Ovviamente questa motivazione, è proprio il caso di dirlo, non se la “sono bevuta” i militanti rifondaroli i quali non hanno accettato la clamorosa scelta fatta dal proprio partito. A mettere in evidenza questa cosa è la conclusione della stessa nota nella quale i comitati, che hanno elevato padre Alex Zanotelli ad icona della lotta(almeno lui le spalle non dovrebbe girargliele), hanno tenuto a “ringraziare i militanti di Rifondazione comunista che in provincia di Napoli si sono apertamente opposti alla scelta del loro partito e che in questi mesi di campagna si sono mobilitati con noi per la raccolta firma dando un enorme contributo”. Dunque il nostro de Falco, candidato in pectore di una certa sinistra sommese ad ogni campagna elettorale che si rispetti (sui condomini non abbiamo certezze), in pochi mesi, e nel probabile, ultimo, consiglio di amministrazione di centrosinistra del carrozzone Arin, dovrebbe spendersi dall’interno per la lotta che fino ad ieri ha effettuato a colpi di banchetti nei paesi vesuviani. Così l’aforisma di quel geniaccio di Pasternak: “Bisogna essere di un’irrimediabile nullità per sostenere un solo ruolo nella vita, per occupare un solo e medesimo posto nella società, per significare sempre la stessa cosa” gli calza a pennello. Perché il nostro, che ha festeggiato martedì sera a colpi di vino francese sulla terrazza comunista più mondana di Somma Vesuviana, quella di Mimmo Parisi, è un uomo di mondo che, con ogni probabilità, il Dottor Zivago l’avrà letto e riletto fino alla noia.

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