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Somma Vesuviana, Santa Maria del Pozzo diventa bene archeologico nazionale

venerdì 16 luglio 2010


Somma Vesuviana. “Un riconoscimento importante, desiderato ed atteso da tempo che inorgoglisce i padri francescani, il sottoscritto e la schiera di fedeli che ci hanno creduto”. E’ raggiante come non mai Emanuele Coppola, direttore dei beni Culturali del convento di S.Maria del Pozzo, nel commentare la tanto attesa notizia: Il complesso monumentale francescano è ufficialmente entrato nel novero dei beni nazionali di interesse archeologico. A decretarla una nota, la numero 752 del registro dei decreti, del ministero dei Beni e delle Attività culturali firmata dal direttore generale. “ Il Bene denominato “Complesso Santa Maria del Pozzo”, recita la missiva giunta da Roma, “è dichiarato di interesse archeologico ai sensi dell’art. 10 comma 1 del D.L. 22 gennaio 2004 e rimane, pertanto, sottoposto a tutte le disposizioni di tutela in esso contenute” .Dunque il complesso monumentale di Santa Maria del Pozzo diventa difatti un sito archeologico al pari della Villa Augustea, la domus romana che l’università di Tokio, insieme al università Suor Orsola Benincasa di Napoli, sta riportando lentamente alla luce. “Sono soddisfatto” aggiunge Coppola “perché lentamente aggiungiamo un mattone alla costruzione di una realtà, quella del complesso monumentale francescano, che potrà diventare in futuro un importante punto di riferimento per la cultura, la storia e l’archeologia dell’intera regione sulla falsariga di Pompei, Ercolano e delle bellissime chiese napoletane”.A leggere ciò sembra che Emanuele Coppola s’inalberi per i percorsi tortuosi del sogno, ma a ben vedere il lavoro svolto finora si può tranquillamente affermare che la ristrutturazione e la valorizzazione della struttura non è poi una chimera. “In un anno, grazie alla generosità dei fedeli e delle istituzioni siamo riusciti a mettere in piedi una poderosa macchina organizzativa la quale, attraverso la riffa ha raccolto i proventi necessari per la ristrutturazione di una parte del tetto. Cosa impensabile fino a qualche anno fa”. La riffa in questione, unitamente ai 50 mila euro della regione Campania ed all’indennità di sindaco, assessori e consiglieri della cittadina sommese, ha permesso ai padri francescani di incassare circa 110 mila euro che servono alla ristrutturazione di una parte del tetto che ricopre gli alloggi dei padri. Non solo, ma sotto lo stesso tetto c’è anche un’ala che sarà adibita a biblioteca. Una biblioteca particolare per come la intende il direttore Coppola. “A parte l’enorme patrimonio storico letterario che vorrei venisse ospitato nelle nostre stanze, c’è anche un’altra funzione che dovrà svolgere l’area. Essa” spiega Coppola “dovrà diventare un luogo di silenzio, di studio e di riflessione”. Intanto prosegue spedita l’iniziativa di adottare gli affreschi del convento per ottenere i fondi necessari alla ristrutturazione dell’intero complesso. Un’iniziativa che sembra piaciuta in città e che sta richiamando investimenti anche da paesi vicini a Somma. “E’ vero” conclude Coppola “la gente e le istituzioni stanno rispondendo bene alle nostre iniziative in un momento economico non semplicissimo per tutti”.

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