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"NOI NON PARTECIPIAMO ALLE PAGLIACCIATE DI PRC E SEL". I FORUM ED I COMITATI DELL’ACQUA SCOMUNICANO I DUE PARTITI DELLA SINISTRA CHE SIEDONO NEL CDA ARIN

sabato 17 luglio 2010


Tanto tuonò che piovve. Alla fine Mimmo De Falco, sollecitato in più occasioni a spiegare come mai abbia accettato, in quota al Prc, di sedere nel consiglio di amministrazione dell’Arin ha risposto al nostro giornale con una lettera ed un comunicato stampa nella quale ha spiegato le sue ragioni. Peccato solo che a rileggere il tutto non c’è traccia di una, una sola, risposta in merito alle domande postegli da noi. E peccato pure che il nostro abbia messo in evidenza il più classico dei vizi “rossi”( che poi è quello di tutta la politica): Al di qua solo stampa portatrice di Verità assolute (Manifesto, Unità, Liberazione) al di là invece solo lucrosi menzogneri complottisti mossi da oscure trame politiche ed antipatie personali (in stile Libero ed il Giornale di Feltri). Ma lasciamo perdere visto che la notizia è un’altra. Dai comitati per l’acqua infatti è giunta la scomunica ufficiale per Sel e Prc che hanno accettato il posticino all’Arin. Così Consiglia Salvo, responsabile regionale dei forum dell’acqua: “Noi, intesi come comitati e forum dell’acqua, non prenderemo parte a pagliacciate pubbliche organizzate da chi è andato in controtendenza rispetto a quella che erano i nostri obbiettivi ed il nostro lavoro di questi mesi. Quindi” ha proseguito la Salvio “non accetteremo l’invito al convegno che questi signori stanno organizzando per il 22 luglio. Inoltre” ha dichiarato la donna “chiunque voglia fare incontri pubblici con loro non può farlo a nome delle istituzioni ufficiali che lottano sul fronte acqua, ma solo a titolo personale”. La stessa Salvio è tornata sulla lettera pubblicata dal nostro giornale e da Liberazione firmata proprio da De Falco. “E’ una presa in giro visto che a decidere delle sorti della ripubblicizzazione non è certo un consiglio d’amministrazione, ma i sindaci che partecipano all’Ato 2 (La cui assemblea si terrà il 26 luglio prossimo alle 16 presso l’Hotel Oriente di Napoli n.d.r.). Inoltre, secondo i legali che ci stanno accompagnando nella lotta, gli strumenti giuridici ci sono, ma essi vanno integrati con la volontà politica”. La Salvio è un fiume in piena. “La Iervolino è firmataria del referendum, ma ha fatto ben poco da un punto di vista politico per dar seguito alle sue intenzioni anche perché, il Testo Unico affermano chiaramente che sull’acqua decidono gli Enti locali ”. Dunque quale sia l’utilità di “occupare una comoda poltrona in consiglio d’amministrazione” lo schiumoso intervento del De Falco non lo svela. Leggiamo di vertenze e di cambio dello statuto comunale della città partenopea. A tal proposito al nostro sfugge un particolare. Lui ha affermato: “L’obbiettivo politico esplicito passa attraverso l’approvazione della modifica dello Statuto Comunale con la dichiarazione dell’acqua quale bene privo di interesse economico”. Ma al nostro, che si sente candidato sindaco in pectore della sinistra sommese (Fonte: il suo sodale Mimmo Parisi) impegnato tra A.N.P.I., G.A.S., Tinti, Prc, C.A.S.A. e cene mondane (da qui il simpatico epiteto di Prezzemolino) forse è sfuggito che il 30 luglio del 2009 scorso passò un ordine del giorno al consiglio comunale di Napoli nel quale si dava l’indirizzo esposto dallo stesso responsabile dei “Tinti di Rosso in Prc”(http://www.acquabenecomune.org/spip.php?article6483). Mente politica dell’operazione l’ex assessore Riccardo Realfonzo(http://www.riccardorealfonzo.it/search/label/acqua%20pubblica).Dunque quale sia il ruolo determinante che può svolgere il cda dell’Arin non è ben chiaro visto che la partita sembra si giochi nelle stanze di Palazzo San Giacomo (ed in qualche saletta in stile liberty dei lobbisti nazionali delle privatizzazioni idriche). Altro aspetto del “dardo scotto” lanciato dal De Falco è senza dubbio l’appello ai liberi ed ai forti (di popolare memoria) che lottano per l’acqua. “Un Consigliere nell’ARIN deve necessariamente coinvolgere i soggetti politici che condividono la scelta della ripubblicizzazione dell’acqua, attraverso i loro rappresentanti nelle istituzioni ma anche i movimenti e i singoli cittadini che in questi anni hanno lavorato per lo stesso obiettivo”. Il nostro però i movimenti, quando ha deciso di accettare l’incarico, non li ha interpellati. Anzi, come afferma sempre la Salvio, “siamo stati chiamati solo a giochi già fatti”. Sull’indennità altro mistero di Bellavista. Sappiamo che l’amministratore delegato dell’Arin Maurizio Barracco, ha intascato nel 2009 58mila e rotti euro per guidare l’azienda che gestisce le risorse idriche della città partenopea(http://www.comune.napoli.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/10277). Si vocifera che il posto nel cda invece frutti 3 mila euro mensili. I Tinti questa notizia l’hanno smentita, ma comunque continuano a tergiversare su quanto intaschino. Chiusura affidata a de Falco: “L’invito che rivolgo a tutti i soggetti in campo, è quello di fare una riflessione comune, aperta, senza pregiudizi, mettendo sul tavolo le proprie idee e condividere la strada migliore per ottenere il massimo risultato”.Il Maximo risultato lui l’ha ottenuto. Vedremo se ci riusciranno anche le centinaia di migliaia di donne ed uomini che lottano quotidianamente affinché le lobby finanziarie non mettano le mani sulla nostra acqua.

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