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Somma Vesuviana, questa sera si accendono le luci al Casamale: Parte la "Festa delle Lucerne"

sabato 24 luglio 2010


Somma Vesuviana. L’attesa è finalmente terminata. Questa sera, alle 20.30, l’accensione della prima lucerna alle quattro porte del Casamale (i cui nomi sono legati ad antiche strutture o a famiglie del posto: Formosi, Castello, Piccioli e Terra) da parte del sindaco Raffaele Allocca darà ufficialmente il via alla tre giorni della “Festa delle Lucerne”. Un appuntamento che si ripete ogni quattro anni nell’incantevole scenario dell’Antico Borgo Casamale, lo storico quartiere sommese cinto nelle mura alte otto metri fatte costruire nel 1467 da Ferrante D’Aragona. Prima dell’accensione della prima lucerna però ci saranno altri eventi ad animare il rione. Alle 18.30 nell’arena del Casamale ci sarà l’incontro “Lucerne, le vie del fuoco” al quale presenzieranno Ciro Raia ed il presidente del Parco Nazionale del Vesuvio Ugo Leone. A seguire, verso le 19.30, la santa messa presso la Collegiata e la processione della Madonna della Neve (accompagnata un tempo dalle antiche voci che si riunivano sui terrazzi delle case toccate dal corteo religioso) alla quale la festa, per quanto concerne la sua veste religiosa, è dedicata. La “Festa delle Lucerne” è probabilmente l’evento culturale più importante di Somma Vesuviana. Un rito, con i suoi ritmi e le sue tradizioni, che richiama decine di migliaia di visitatori pronti ad immergersi nella magia delle migliaia di lucerne poste, in prospettiva negli stretti vicoli del Borgo. Qui infatti vengono preparate figure geometriche in legno a forma di triangoli, quadrati o di rombi che allestiranno le viuzze del rione. Su ognuna di queste figure geometriche si monteranno tante piccole mensoline che servono a reggere le lucerne. Così si prepara in ogni vicolo, una fuga in prospettiva di quadrati, di rombi e di triangoli che, con le lucerne accese di sera diventeranno luminosi e creeranno quell’effetto straordinario che costituisce la caratteristica unica di questa manifestazione. Un grande specchio posto alla fine della composizione farà si che si prolunghi all’infinito l’effetto delle luci del vicolo stesso. All’inizio di tali straordinari luminarie, viene collocato un pergolato di rami di castagno e di felci sotto il quale si allestisce un tavolo apparecchiato per un banchetto. Seduti al tavolo, o si mettono due fantocci (un uomo e una donna), oppure due persone (uomini), uno dei quali travestito da donna. Altri tratti distintivi della festa sono costituiti da zucche svuotate rappresentanti una testa di morto illuminata dall’interno. Sull’origine dell’evento il mondo scientifico accademico sembra diviso. Alcuni punti però sembrano mettere d’accordo un po’ tutti. Innanzitutto la festa, visto il periodo dell’anno in cui si svolge, appare collegata a particolari riti agricoli celebranti la fine del ciclo estivo o comunque la morte dell’estate. Gli elementi raffiguranti la fine di un ciclo, si possono notare dalla presenza dei banchettanti (nota simbologia in relazione alla morte), dalle lucerne notturne, dagli apparati di fiori e dalle zucche che esplicitamente raffigurano una testa di morto. Altro punto sul quale sembra esserci assonanza interpretativa è senza dubbio l’elemento del fuoco, simbolo di luce e di vita, in contrasto con l’oscurità della notte. La festa è organizzata dall’omonima associazione presieduta da Nicola D’Avino ed i vicoli sono “addobbati” dagli stessi abitanti del quartiere.

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