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Dopo le accuse al tenente colonello Cagnazzo il sostegno di 26 pm della Dda

martedì 27 luglio 2010, di La redazione


Castello di Cisterna. Dai pubblici ministeri della Dda di Napoli arriva il sostegno al tenente colonnello dei carabinieri Fabio Cagnazzo. Solidarietà e appoggio che arriva dopo che negli ultimi giorni era stato reso noto dal “Corriere del Mezzogiorno” che in un’informativa della Squadra Mobile di Napoli Cagnazzo sarebbe accusato di "connivenze con la camorra".
Oggi la notizia che ventisei dei 30 pm in servizio alla Direzione distrettuale antimafia napoletana hanno consegnato al procuratore, Giovandomenico Lepore, un documento che ha come oggetto il trasferimento del tenente colonnello, attualmente a capo del nucleo investigativo di Castello di Cisterna ma destinato a comandare da settembre il reparto investigativo di Foggia. Primo firmatario del documento indirizzato al procuratore è Luigi Alberto Cannavale, uno dei titolari delle indagini sulle attività degli scissionisti. Tra i quattro pm della Dda che invece non hanno firmato c’é Stefania Castaldi, anche lei impegnata nelle indagini sugli scissionisti.
Stando a quanto si è appreso il documento, lungo tre cartelle e datato 23 luglio, è prodigo di elogi nei confronti dell’ufficiale, autore di importanti operazioni di polizia e della cattura di ben 180 latitanti. Il trasferimento di Cagnazzo è quello che viene considerato un normale avvicendamento dopo otto anni di permanenza del tenente colonello a Castello di Cisterna, un trasferimento che molti però hanno accomunato alla notizie dell’informativa, depositata dal capo della mobile Vittorio Pisani, in cui si parla di collusione tra l’ufficiale e il clan degli scissionisti. Ipotesi che si basano, però, sulle dichiarazioni di un pentito, e che per ora appaiono lacunose e senza riscontri certi. Cagnazzo raggiunto dai cronisti si era detto ’’serenissimo’’ e al tempo stesso il procuratore Lepore aveva smentito che l’ufficiale sia iscritto nel registro degli indagati.
Una situazione delicata su cui sono intervenuti anche polizia e carabinieri che in una nota congiunta affermano: "Con riferimento a quanto riportato da alcuni organi di informazione circa la vicenda del Ten. Col. Fabio Cagnazzo, si ritiene opportuno sottolineare che i rapporti tra la Questura e il Comando Provinciale dei Carabinieri di Napoli sono connotati da un clima di intensa e di proficua collaborazione.
L’assoluta ed armoniosa condivisione degli intenti e delle responsabilità, corrisponde - sul piano interpersonale - a rapporti di amichevole cordialità e forte e sentita stima a tutti i livelli, con grandi benefici nell’efficacia dello sforzo espresso nel contrasto alla criminalità e nella gestione delle mille problematiche di ordine e sicurezza pubblica del territorio.
Anche in questo caso, si riscontra quindi la ferma e comune volontà di eliminare ogni ombra e di pervenire alla piena comprensione dei fatti, fornendo tutta la collaborazione dovuta all’Autorità Giudiziaria alla quale sono rimesse le valutazioni di merito".

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